Buongiorno sant’Aldo.
Buongiorno a lei.
Oggi è il suo giorno: buon onomastico!
Grazie, altrettanto.
Come se la passa?
Bene. Un povero monaco eremita, come il sottoscritto, si accontenta di poco.
Come vede il nostro mondo da lì, dall’VIII secolo?
Avete avete tanto, di tutto. Io non avevo niente. Vivete di apparenza più che di sostanza.
Un consiglio?
Inseguire meno l’esteriorità e più l’interiorità. Dare meno importanza all’immagine e più alla verità.
Quale le sembra il nostro maggior problema?
I social spingono a inseguire fama e celebrità, non a cercare la verità.
Una critica anche al mondo dei blog?
Anche.
Lei è un esempio di discrezione. Il suo nome non compare nemmeno nel Martirologio romano.
Un povero monaco eremita vive nel nascondimento. Non mi interessa apparire. Sono a favore del diritto all’oblio.
Un insegnamento?
Non mi permetto di dare insegnamenti. Un povero monaco eremita, più che altro, prega. Tuttavia, se posso dirlo, esorterei a guardarsi dal protagonismo. E dal prendersi troppo sul serio.
Senta Aldo, il suo nome, longobardo, significa vecchio. Lei si sente vecchio?
Un povero monaco eremita non si pone problemi di gioventù e di vecchiaia. Un povero monaco eremita prega, chiede perdono e ringrazia. Tuttavia, se posso dirlo, ritengo la vecchiaia un tempo provvidenziale, utile per prepararsi a una buona morte.
Frugale, umile, nascosto. Lei è un anti-personaggio.
Non so che cosa voglia dire anti-personaggio, ma se significa povero monaco eremita allora sì, lo sono.
Senta sant’Aldo, c’è ancora posto per gli eremiti oggi?
Ne conosco diversi. Silenzio e solitudine si possono coltivare ovunque, persino in città. Più che di romitaggio, è una questione interiore.
Suona un pochino new age…
Ma no. Eremita viene dal greco e significa “che vive nel deserto”. Ma se non si ha a disposizione un deserto, lo si può ricreare dentro di sé.
Per fare cosa?
Un povero monaco eremita non ha risposte, ma direi così: per adorare Dio anziché sé stessi.
Ritiene che noi adoriamo noi stessi?
Un povero monaco eremita si guarda bene dal lanciare accuse, ma il rischio dell’auto-adorazione incombe sempre sull’uomo.
E, senta, come vede la Chiesa?
In quanto carbonaio, producevo carbonella dal legno. Un processo lento, che richiede cura e pazienza.
Che c’entra con la Chiesa?
Cura e pazienza. Per la santità è come per la carbonella. Sempre che si voglia produrre santità. E non aria fritta.
Non le piacerebbe essere un santo più famoso?
E perché dovrebbe piacermi?
Che so… Per essere pregato di più…
No, no. Il lavoro non mi manca. L’Istat dice che circa 200 mila persone in Italia si chiamano Aldo, e tra loro non manca chi mi prega.
Ma lei è lontanissimo dai dieci nomi attualmente più frequenti tra i bambini…
E quali sono?
Leonardo, Edoardo, Tommaso, Mattia, Alessandro, Francesco, Lorenzo, Gabriele, Riccardo, Andrea.
Buon per loro.
Non le spiace sapere che il nome Aldo rappresenta solo lo 0,4 sul totale dei nomi dei maschi nati negli ultimi venticinque anni?
E Alda?
La percentuale è così bassa che non viene neppure calcolata.
Vede? Sono il santo del nascondimento.
Contento lei…
Contentissimo.
E quale regalo vorrebbe ricevere per il suo onomastico?
Un povero monaco eremita non ha desideri di questo tipo.
Su, faccia uno sforzo.
Vorrei buona legna per produrre buona carbonella.
Uhm… Non le sembra poco… ecologico?
Al contrario. Si parla tanto di prodotti a chilometro zero. E io produco sul posto.
Vada per la legna. Ma poi che fa con la carbonella?
Mi scaldo, cucino.
Tutti parlando di riscaldamento globale, e lei produce carbonella…
Quando fa freddo fa freddo. Specie in questi giorni di gennaio.
Decisamente controcorrente.
Non so che cosa voglia dire controcorrente, comunque cerco di ragionare con la mia testa.
Bene. Grazie per l’intervista, e di nuovo buon onomastico.
Grazie, auguri anche a lei. Ma poi me la porta?
Che cosa?
La legna.
Ah sì, certo. Dove?
Basilica di San Michele, Pavia. Urna di destra. Vicina a quelle dei vescovi Ennodio ed Eleucadio.
Che nomi! Peggio di Aldo.
Vede? Mai lamentarsi.