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«024858. La stella spezzata». Vita di don Titus Zeman, difensore della fede

«Da questo abbiamo conosciuto l’amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli»

1Gv 3,16

Per lo Stato comunista, don Titus Zeman non è più un uomo. È solo un numero: 024858. Per Dio, invece, resta un sacerdote, un testimone, una stella che continua a brillare anche quando per il mondo sembra spezzata. Arrestato, torturato e condannato per aver aiutato giovani seminaristi a fuggire oltre il confine, Titus affronta la prigionia con la sola forza della fede. Nelle celle gelide, tra silenzi e umiliazioni, impara che la vera libertà non è quella esterna, ma quella che nasce da un cuore fedele fino alla fine. «La stella spezzata» è un romanzo ispirato a una storia vera: la vita di un sacerdote slovacco che ha sfidato il regime per amore di Dio e della sua vocazione. Un racconto intenso, in cui la luce della speranza attraversa le tenebre della persecuzione e ci ricorda che nessun potere può imprigionare lo spirito di chi crede davvero.

Il racconto nasce dall’emozione provata dall’autrice quando ha conosciuto la vicenda del sacerdote salesiano slovacco che aiutò molti giovani confratelli a fuggire dalla persecuzione,  facendoli arrivare in Italia perché completassero la formazione.

Don Titus Zeman (1915 – 1969), beatificato nel 2017 da papa Francesco, in Slovacchia è venerato come santo, simbolo della persecuzione cristiana in Cecoslovacchia.

Il libro non è una biografia, ma una storia romanzata ispirata liberamente alla vita del martire.

Alla fine dell’opera c’è un breve profilo del beato redatto dal postulatore della causa di beatificazione, il salesiano don Pierluigi Cameroni.

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Adele Dani, «024858. La stella spezzata», Edizioni Segno, 84 pagine, 10 euro.

 

 

Aldo Maria Valli:
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