Ricevo e propongo questo contributo sul film di Checco Zalone “Buen camino”. Preciso che io non l’ho visto perché non vado mai al cinema.
A.M.V.
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di Marco Bongi
Com’è ormai “tradizione” in questi ultimi anni, è arrivato il classico cine-panettone destinato a battere ogni record di incassi nelle sale dello Stivale. Ne è protagonista, come già in passato, l’irresistibile verve comica del mattatore pugliese Checco Zalone.
La versione 2025 presenta tuttavia alcune caratteristiche oggettivamente sorprendenti. “Buen camino” infatti non appare come la solita pellicola infarcita soltanto di banalità e di battute costruite su un turpiloquio ormai logoro e stereotipato. Certo, qua e là fanno capolino alcune parolacce ma, tutto sommato, il linguaggio si mantiene nei limiti di una forzata accettabilità.
Ciò che stupisce maggiormente lo spettatore è il messaggio di fondo che soggiace a tutta la narrazione: i beni effimeri di questo mondo, ricchezze, successo, sesso eccetera, non danno la felicità ma anzi producono, molto spesso, frustrazioni e depressioni apparentemente incomprensibili per l’uomo contemporaneo.
Politicamente scorretta appare la critica, decisamente mordente, alla cosiddetta “famiglia allargata” in cui i figli sono destinati a soccombere di fronte al disinteresse di genitori insensibili e “nuovi compagni” interessati a ben altri “valori esistenziali”.
L’occasione per una tale critica è fornita dal Cammino di Santiago, durante il quale si incrociano personaggi diversi e variegati, ma accumunati da una sincera ricerca del sacro e della spiritualità cattolica. Non mancano alcune macchiette di preti modernisti che oggettivamente, magari al di là dell’intenzione dell’autore, finiscono per ridicolizzare con bonarietà la Chiesa conciliare.
La vocazione religiosa della pellegrina, che si manifesta davanti alla basilica di San Giacomo, contribuisce a elevare la tensione autenticamente spirituale di tutto il lavoro.
Non è possibile tacere sul “pizzo” pagato al politicamente corretto: la scena del bacio omosessuale fra la figlia del protagonista e un’occasionale compagna di viaggio. Anche questo breve episodio, prezzo evidente per il conseguimento del successo al botteghino, appare tuttavia, in un certo senso, più la conseguenza dell’incertezza imperante nella società contemporanea che il frutto di un’ideologia consolidata e davvero vissuta.
In conclusione, sarebbe interessante ricevere pareri diversi o conferme di queste mie prime impressioni.