di Laura Dodsworth
Che cos’è il male?
Ho impiegato giorni a scrivere questo articolo. E non sono sicura che le mille parole che seguono varranno l’attesa. Nel mio blog ho saltato una settimana – il che non mi è affatto congeniale – perché continuavo a girare attorno all’argomento. Mi sono sentita stranamente muta. Volevo parlare del male, ma non riuscivo a farlo con autenticità e nello stesso tempo in un modo socialmente accettabile. Alla fine però ho scelto l’autenticità, e al diavolo il socialmente accettabile.
Il mondo sta peggiorando? O forse il fatto è che il peggio è più visibile?
Prendiamo i file di Epstein. Aver pubblicato quelle email e quei documenti è come aver solleva un enorme masso, sotto il quale si nascondono tutte le cose più marce, sporche, in decomposizione e striscianti che potreste immaginare.
Alcuni dei fatti di cui siamo venuti a conoscenza non sono speculazioni. Mi riferisco al traffico di esseri umani, agli abusi e all’esistenza di una rete di uomini potenti. Uno scudo fatto di denaro, status sociale e influenza ha permesso lo sfruttamento. Le vittime sono state a lungo non credute, in alcuni casi pagate, in altri casi licenziate. Ora sappiamo che persone determinate a trarre profitto dalla miseria e dalle difficoltà altrui si trovano ai massimi livelli del governo e del mondo degli affari: uomini di potere avidi e lascivi.
Poi c’è il territorio oscuro, con le sue tane di coniglio. Parole come pizza e bibita all’uva devono essere espressioni in codice. Ma Epstein e il suo urologo non erano bambini di sei anni che progettavano di mangiare una leccornia, bensì uomini di mezza età con gusti depravati. Il significato delle parole in codice è ancora misterioso, ma l’enorme quantità di riferimenti alla pizza suggerisce che sotto ci sia qualcosa di oscuro e inquietante. E poi c’è la carne secca. E si capisce perché la gente sia sospettosa: è tacchino, manzo o carne umana?
La risposta più semplice è rimettere a posto la pietra e non pensare più a che cosa c’è sotto: si può distogliere lo sguardo, o immaginare che sia la solita volgare storia di adescamento di prostitute.
Il male non è raro. Da sempre le persone stuprano, torturano e uccidono. Bambini e neonati soffrono per mano degli adulti ogni giorno. C’è chi trae consapevolmente profitto dalla malattia e dalla povertà altrui. E forse per alcuni è confortante immaginare che questi crimini avvengano nella cerchia dei miliardari, come se solo le élite commettessero particolari atti depravati.
Ma non è così. La verità è che questi scandali riguardanti l’élite riflettono modelli più ampi che fanno parte del panorama morale nella società.
Il nostro ambiente politico, per tanti aspetti così deludente, rende omaggio alle vittime di Epstein, ma lo fa rivolgendosi a un pubblico che è ormai soggiogato dalla pornografia online. Un sondaggio ha rilevato che in Gran Bretagna oltre l’80% degli uomini fa uso di pornografia online, oltre un terzo la usa in pubblico e oltre un quarto non riuscirebbe a farne a meno per novanta giorni. Visitate un sito web pornografico mainstream e vi troverete di fronte a una cornucopia di orrori: fantasie generate dall’intelligenza artificiale, pornografia progettata per trasmettere desideri incestuosi aggirando l’illegalità a base di adolescenti, babysitter e studentesse. I siti web pornografici più popolari al mondo stanno ridefinendo i confini psicosessuali e promuovendo contenuti sempre più estremi.
Bisogna dunque sapere che quando i politici esprimono solidarietà alle vittime di Epstein probabilmente l’80% di loro è regolarmente esposto a materiale pornografico a malapena legale e anche a cose molto peggiori.
Nuove e abominevoli leggi proposte separano la moralità dalla biologia in nome della “libertà”. Per parlare solo del Regno Unito, pensate alla morte assistita, alla depenalizzazione dell’aborto a termine per le madri e ai procedimenti per i bloccanti della pubertà. Anche la continua manipolazione psicologica dell’opinione pubblica fa parte di questo quadro cupo. La nostra cultura è inondata di spettacoli che celebrano le trasgressioni morali definendole arte o progresso. C’è qualcosa che non va.
Il che mi riporta alla domanda iniziale: che cos’è il male?
Il male potrebbe essere definito come un’estrema violazione dei limiti morali, una crudeltà o la negazione dell’umanità altrui. Ma tutte queste definizioni risultano incomplete. Il male non è solo un comportamento. È una condizione.
Le tradizioni religiose inquadrano il male come una corruzione del bene. Una distorsione, qualcosa di parassitario o una forza indipendente. Ma il male non vive fuori di noi. È presente nella natura umana.
Si può riconoscere il male senza riconoscere Dio? Non ne sono affatto sicura. Si possono costruire sistemi morali e discutere di etica, ma se si elimina Dio tutto diventa negoziabile. In verità, credo che l’unico fondamento veramente stabile sia la fede.
Stiamo vivendo un’epoca di rivelazioni. Istituzioni che perdono credibilità, sistemi di potere segreti svelati, illusioni che si dissolvono. Molte persone vogliono che la pietra sia rimessa giù. Ma non ha senso fingere di non aver visto ciò che c’è sotto.
In questo periodo di rivelazioni, ci sono alcune luci che ci guidano. Prima di morire, l’attore James Van Der Beek ha recentemente condiviso online un video toccante, in cui riflette sulla sua identità di attore, marito e padre. E in cui dice che di fronte alla morte ha riconosciuto la cosa più importante: essere degno dell’amore di Dio.
Circolano infinite voci su Epstein. Una teoria del complotto sostiene che sia vivo in Israele. Sta di fatto che vivo o morto che sia affronterà, o ha già affrontato, la stessa resa dei conti che riguarda tutti. Forse nel momento supremo anche lui ha riflettuto sulla sua identità e si è chiesto se fosse degno dell’amore di Dio.
Non credo nella colpa per associazione. Ma faccio fatica a simpatizzare con coloro che sono rimasti vicini a Epstein. Coloro che lo hanno frequentato e hanno cercato di beneficiare della sua tossica beneficenza si rivelano privi di giudizio morale: hanno stretto un putrido patto faustiano di amicizia.
Epstein ha forse compromesso persone importanti? Questo è un altro mistero, per ora. Ma la risposta di tutti noi deve essere molto semplice: non fare cose malvagie, non permettere cose malvagie e non distogliere lo sguardo dalle cose malvagie. E ancora di più: fare del bene, rendere possibile il bene, rivolgersi al bene, parlare del bene.
Siamo abbastanza fortunati da poter ancora vivere l’eredità di una civiltà cristiana e della sua architettura morale unica. Ma non possiamo aspettarci di raccogliere frutti all’infinito da un albero di cui trascuriamo le radici.