Il sito katolisch.de riporta che Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha descritto la quasi coincidenza tra Quaresima e Ramadan come “un segno meraviglioso”, aggiungendo che “questa rara coincidenza ci invita a percepire con mente aperta tutto ciò che ci unisce”. Ha collegato questo momento alla preoccupazione per la Terra Santa, lamentando che “un giusto accordo di pace che protegga allo stesso modo la dignità umana di israeliani e palestinesi sia una prospettiva lontana”. Ha inoltre sostenuto che coloro che “allargano i loro cuori e le loro menti attraverso la preghiera” diventano capaci di solidarietà e di costruire ponti, concludendo che “la religione non è una barriera, ma una risorsa per la pace”. Il digiuno, ha affermato, “è più dell’astinenza materiale e dell’ascetismo fisico”, poiché può “approfondire il rapporto con Dio e allo stesso tempo coltivare una maggiore consapevolezza dei nostri simili”. Infine, ha chiesto una posizione ferma contro “ogni forma di ostilità verso l’umanità, che si tratti di razzismo, antisemitismo o islamofobia”.
Queste affermazioni, così generose e pie nel tono, sono teologicamente ambigue da parte di un uomo che, nel tempo, ci ha dimostrato di odiare il cattolicesimo. L’affermazione del vescovo secondo cui l’inizio simultaneo di Quaresima e Ramadan è “un segno meraviglioso” che invita cristiani e musulmani a percepire “tutto ciò che ci unisce” è l’ennesimo esempio di sottile (ma mortale) indifferentismo religioso.
Poco prima dell’inizio della Quaresima, Bätzing suggerisce astutamente che la ragione della Quaresima – Cristo – possa essere messa da parte a favore dell’armonia interreligiosa. Nella corrotta mentalità modernista sinodale di Bätzing, Islam e cattolicesimo sono la stessa cosa: semplici ostacoli sulla via della Grande Religione del Dio chiamato Uomo. La teologia cattolica tradizionale, così come articolata con forza in documenti come la “Mortalium animos” di papa Pio XI, insiste sul fatto che l’unità ricercata da Dio non è un’armonia tra religioni di minimo comune denominatore, ma l’unità nell’unica vera Chiesa fondata da Cristo. Ma immagino che Bätzing e i suoi felici eretici non credano veramente in una “unica vera Chiesa fondata da Cristo”.
Parlare principalmente di ciò che “ci unisce” – e non fraintendetemi, non mi considero parte del “noi” di Bätzing – senza altrettanta chiarezza su ciò che separa nettamente cristianesimo e Islam implica che queste differenze dottrinali siano secondarie piuttosto che fondamentali. Ma è proprio questo che piace alla religione sinodale: la sporca confusione.
Bätzing colloca la Quaresima e il Ramadan uno accanto all’altro come periodi paralleli di digiuno, ma i fondamenti teologici su cui si fondano differiscono profondamente. La Quaresima prepara i fedeli ad entrare nella Passione, Morte e Resurrezione del Figlio di Dio incarnato. Il Ramadan si svolge in un quadro teologico che rifiuta e odia la figliolanza divina di Cristo e la sua crocifissione redentrice. Descrivere la loro quasi simultaneità come un “segno meraviglioso” è un inganno diabolico.
Allora, ditemi, miei amici sinodali: è per questo che Cristo è morto? È questa la Chiesa che ci ha lasciato?