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Don Camillo

Don Camillo: – Gesù, avete visto?

Gesù: – Che cosa, don Camillo?

Don Camillo: – Nel Duomo di Innsbruck, per la Quaresima, è stato appeso un enorme telo di centoquaranta metri quadri, tenuto insieme da centotrenta metri di corda e composto da circa venti lenzuoli di cotone bruciati, affumicati e strofinati con cenere, terra e carbone.

Gesù: – E perché?

Don Camillo: – Il parroco ha detto: «C’è la guerra in Ucraina, la guerra in Medio Oriente. Le persone sono costrette a vivere sulla terra bruciata, in mezzo alle macerie. Volevamo mettere in luce questo fatto e portarlo nella nostra società benestante».

Gesù: – Però più che nella società benestante l’hanno portato in chiesa.

Don Camillo: – L’artista che ha realizzato l’installazione dice di essere stato «influenzato dal cambiamento climatico e dalla crescente distruzione globale della natura che dà origine a eventi catastrofici».

Gesù: – Capisco.

Don Camillo: – Gesù, io invece non capisco.

Gesù: – Don Camillo, tu sei un’anima semplice.

Don Camillo: – Significa che non posso capire?

Gesù: – No, capisci fin troppo bene.

Don Camillo: – Quindi?

Gesù: – Quindi prega. Soprattutto che quel telo non caschi giù. Perché allora sì che sarebbe un evento catastrofico.

 

 

Aldo Maria Valli:
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