Caro signor Battiston,
la ringrazio della sua risposta [qui] al mio articolo [qui] di qualche giorno fa. La ringrazio anche per le sue critiche, peraltro espresse con tono molto garbato.
Se è vero che la Chiesa è divenuto un “mostro”, come lei afferma, nondimeno rimane la Chiesa voluta da Cristo e noi, lo credo fermamente, siamo chiamati a vivere questa notte oscura soffrendo per essa, non contro di essa.
Visto che lei mi segue, sa benissimo che non ho risparmiato critiche sulla situazione attuale della Chiesa, soprattutto nel campo della liturgia. Nondimeno non ritengo adeguata la soluzione, che molti si propongono, di crearsi una sorta di realtà alternativa.
Sento la fatica di essere un cattolico ogni giorno, aggravata anche dal mio essere un peccatore, eppure continuo a pensare che a fronte delle gravi deturpazioni portate alla sposa di Cristo da certi uomini di Chiesa infedeli non devo essere io ad andarmene. Se ne vadano loro.
Aurelio Porfiri
*
Gentilissimo Maestro Porfiri,
ricevo con piacere e gratitudine la sua cortese e al tempo stesso (come è giusto che sia) ferma risposta.
Nella situazione attuale (uso un eufemismo, visto che da diversi decenni siamo imprigionati in questa crisi) la cosa più necessaria e onesta che ciascuno di noi possa fare è prendere, come nel suo caso, una posizione chiara che scaturisce da meditate e sofferte considerazioni. Una posizione da accettare con grande rispetto e che risponde pienamente al richiamo, ben noto a noi cattolici, che recita “il vostro parlare sia sì, sì no,no”. Nel medesimo contesto sto portando a piena maturazione una grave decisione – molto diversa dalla sua – il cui sbocco effettivo, non ho difficoltà a confessarlo, mi appare ancora non pienamente definito essendo diverse le opzioni disponibili. Qualunque sia la strada che prenderò, essa mi vedrà sempre, anche se da povero e non banale peccatore, convintamente in comunione con il Dio trinitario, l’Immacolata corredentrice e tutti i Santi. La Chiesa trionfante resterà, finché vivrò, il mio punto di riferimento. Quanto alla chiesa militante, essa, in questi ultimi sessant’anni, ha purtroppo detto e fatto tutto ciò che è da sempre negli intendimenti dell’anticristo. Non ho più alcuna speranza che possano essere gli attuali occupanti di tale istituzione (clero e laici) ad andarsene. Essi sono ormai una strabordante e stabile maggioranza per di più sostenuta da un potentissimo mondialismo secolare – neopagano e sincretista – col quale si è stabilito un sodalizio che appare indistruttibile in forma e sostanza. Questi due mostri si sostengono e supportano vicendevolmente. Io resto convinto e sereno nella mia posizione. D’altra parte, nei momenti di grande tempesta per i credenti la parola del Signore è sempre la medesima: “Restate saldi nella fede”. Questo è ciò che cercherò di fare nel tempo che mi sarà concesso di vivere d’ora in poi.
Un fraterno abbraccio (e un saluto ad Aldo Maria che ci ospita).
In Gesù e Maria.
Fabio Battiston