Il sito InfoVaticana fornisce i dettagli dell’udienza privata tra monsignor Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, e papa Leone XIV, avvenuta il 18 dicembre 2025. In un’intervista con Robert Moynihan, trasmessa da Urbi et Orbi Communications, monsignor Schneider ha poi condiviso alcuni dei contenuti del colloquio avuto con Leone.
Monsignor Schneider, riecheggiando Rosmini, ha sottolineato le cinque piaghe che indeboliscono la Chiesa oggi e che, a suo avviso, richiedono un’attenzione urgente.
1 – La confusione dottrinale, che erode la chiarezza del messaggio di fede e potrebbe essere affrontata con una solenne professione di fede vincolante.
2 – L’anarchia liturgica e il confronto sulla messa in Rito Romano, che ha generato divisioni all’interno della comunità ecclesiale.
3 – Le nomine episcopali discutibili, con alcuni vescovi e cardinali che, a suo dire, agiscono per scopi secolari piuttosto che seguire l’insegnamento tradizionale della Chiesa.
4 – La formazione sacerdotale carente, in particolare in dottrina, morale e liturgia, che a suo dire indebolisce la preparazione delle future generazioni di sacerdoti.
5 – Le difficoltà che affliggono la vita contemplativa, inclusi riferimenti a problemi sorti in merito all’applicazione dell’istruzione “Cor orans” alla vita delle suore contemplative.
Uno dei passaggi più interessanti dell’udienza, secondo il resoconto di monsignor Schneider, è stato il racconto del papa di alcuni giovani che hanno sperimentato la loro conversione a Dio attraverso la messa tradizionale. Il pontefice ha menzionato questa testimonianza con un sorriso, esprimendo la sua sorpresa per il potere spirituale che questa forma liturgica esercita sulle nuove generazioni.
Durante la conversazione, monsignor Schneider ha affrontato anche la situazione della Fraternità San Pio X (FSSPX), sottolineando che è giusto mettere in guardia dal fatto che alcuni passaggi del Concilio Vaticano II, un concilio pastorale, sono stati utilizzati come un nuovo paradigma ecclesiale che, a suo avviso, necessita di correzione.
Ha inoltre affermato che la Chiesa deve esaminare onestamente le ambiguità presenti in alcune espressioni del Concilio, in particolare su questioni come la libertà religiosa e la collegialità, sottolineando che si tratta di formulazioni pastorali e non di insegnamenti definitivi del Magistero.
Il vescovo ausiliare ha affermato che sarebbe una tragedia se la FSSPX rimanesse completamente separata dalla Chiesa e ha affermato che, se questo “braccio” venisse perso, la Chiesa ne risulterebbe danneggiata e sfigurata. Ha quindi esortato Leone XIV ad agire con magnanimità, consentendo almeno un’integrazione parziale della Fraternità nella vita della Chiesa senza che la questione dottrinale diventi un ostacolo.
Monsignor Schneider ha parlato anche della posizione del cardinale Víctor Manuel Fernández, che esige che il dialogo dottrinale venga risolto prima di qualsiasi regolarizzazione canonica. Il vescovo ha descritto questo approccio come irrealistico, eccessivamente duro e privo di cura pastorale, poiché blocca qualsiasi progresso pratico e prolunga una situazione di inutile tensione.
A suo avviso, l’esperienza storica dimostra che i processi di riconciliazione e di integrazione non sempre iniziano con una completa risoluzione dottrinale, ma possono procedere gradualmente, favorendo prima la comunione visibile e lasciando spazio a un successivo dialogo teologico più sereno e fruttuoso.