Perché i giovani tornano alla Bibbia

di Clement Harrold

Quando il “Guardian” riporta che nel 2025 le vendite di Bibbie nel Regno Unito hanno raggiunto un livello record, si capisce che qualcosa sta cambiando nella cultura. “Sono i giovani che cercano una qualche forma di spiritualità”, titola l’articolo basato su una ricerca condotta dall’editore cristiano SPCK Group. Solo dieci anni fa questo tipo di storia sarebbe stata impensabile. Quindi, cosa c’è nella Bibbia che si sta rivelando attraente per i giovani di oggi?

Permettetemi di suggerire tre ragioni. La prima è che la Bibbia resiste a superficiali dicotomie politiche. In generale, i giovani di oggi si sentono disillusi dal nostro panorama mediatico iperpolarizzato. Da entrambe le parti, il discorso pubblico spesso si riduce a insulti infantili, a vane trovate e a meschine lamentele. In questo contesto tossico, la Scrittura offre un’alternativa rinfrescante.

Il Cristo dei Vangeli è una figura così affascinante anche perché non può essere incasellato nelle nostre ristrette categorie di parte. Il suo messaggio non è né di destra né di sinistra. Basta leggere Luca 16, che allo stesso tempo castiga i ricchi per la loro negligenza verso i poveri e avverte che l’egoismo conduce all’inferno. Ai nostri giorni non si sentono molti capitalisti liberisti recitare la storia del ricco epulone e di Lazzaro, così come non si sentono molti progressisti affermare la realtà del fuoco eterno dell’inferno. Per i giovani che cercano una politica più equilibrata ma non meno radicale, l’insistenza di Cristo sulla gravità del peccato, unita alla sua compassione per i più vulnerabili, offre una sintesi rara e attraente.

Un secondo motivo della crescente popolarità della Bibbia è che fornisce una mappa avvincente per la vita. Ogni civiltà sana ha bisogno di storie ed eroi: storie che ci ricordino le nostre origini, eroi che incarnino i nostri ideali più alti. Per secoli, l’Occidente cristiano ha trovato le sue storie e i suoi eroi fondanti principalmente nelle Scritture, ma ora non più. L’inevitabile risultato è stato un profondo senso di sradicamento culturale. La nostra decadente civiltà post-cristiana non sa più da dove viene né a cosa serve.

Da questa prospettiva, la Sacra Scrittura offre speranza. “Tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza” (Romani 15:4). Forse questo contribuisce a spiegare l’immensa popolarità delle lezioni di Jordan Peterson [psicologo clinico canadese che analizza la Bibbia dal punto di vista psicologico e archetipico, N.d.T.] sulla Bibbia. In una società che ci dice che le nostre vite, i nostri corpi e tutta la realtà sono in definitiva privi di significato, i giovani desiderano qualcosa di più. La Bibbia risponde a questo desiderio, e il fatto che i libri che contiene siano a volte complessi o oscuri non fa che aumentarne il fascino.

Si comprehendis, non est Deus scrisse sant’Agostino. Se riesci a comprenderlo, non è Dio. In altre parole, se ogni versetto della Bibbia avesse un senso perfetto per noi, sospetteremmo giustamente che sia solo un altro esempio di religione superficiale ed egoistica inventata dagli esseri umani. Invece, la Scrittura ci invita a un atteggiamento di timore reverenziale di fronte ai misteri divini. È questa attenzione al trascendente che promette luce alle nostre menti e una pace che supera ogni comprensione. San Tommaso d’Aquino definì la Sacra Scrittura una medicina per l’anima, non perché offra una soluzione rapida ai problemi della vita, ma perché contiene il potere curativo di Dio.

La terza, e più fondamentale, ragione per cui la Generazione Z è attratta dalla Bibbia è perché la Scrittura è vera. Leggere le Scritture ci permette di capire perché il mondo che ci circonda sia allo stesso tempo così bello e così in rovina. Iniziamo anche a capire perché l’idea del “lieto fine” sia così profondamente radicata nei nostri cuori. Vogliamo che tutto finisca bene nei nostri libri e film perché sappiamo che qualsiasi cosa di meno sarebbe una descrizione inaccurata della realtà ultima. Contro le correnti nichiliste dei nostri giorni, la Bibbia ci ricorda che la storia rimane, nel suo cuore, una commedia divina. È la storia di ripetuti fallimenti umani e di un’incrollabile fedeltà divina, che offre consolazione ai peccatori di ogni epoca.

JRR Tolkien una volta osservò: “Non c’è mai stata una storia che gli uomini preferirebbero trovare vera, e nessuna che così tanti scettici abbiano accettato come vera per i suoi meriti”. La Sacra Scrittura ci presenta la storia più grande mai raccontata. Come un numero crescente di persone nella nostra cultura sta scoprendo, è davvero la parola ispirata di Dio, scritta affinché potessimo incontrare il Verbo incarnato che si è fatto uomo e ha abitato in mezzo a noi. Non c’è da stupirsi, quindi, che una nuova generazione si ritrovi a esclamare, come i discepoli sulla strada di Emmaus: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” (Luca 24:32).

thecatholicherald

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