Commento / La tregua in bilico e la violenza come strumento di potere
di Martino Mora
Israele ha bombardato i quartieri (anche) cristiani di Beirut. Risultato: centinaia di morti, migliaia di feriti, cristiani e musulmani. La tregua fra Usa e Iran è sempre più in bilico.
Netanyahu umilia sistematicamente Trump al quale evidentemente non obbedisce. Mentre è vero il contrario.
Israele, lo Stato belva, ha massacrato gli abitanti di Gaza, invaso e bombardato il Libano, invaso e bombardato la Siria, attaccato due volte l’Iran.
Israele, uno Stato che non arriva a dieci milioni di abitanti, impone al mondo intero i suoi orrori nella quasi assoluta impotenza della comunità internazionale. Mentre il Senato italiano ha già votato la legge sull’antisemitismo.
Il denaro, il ricatto, la corruzione economica e morale, la dissoluzione dei costumi, qualsiasi strumento viene utilizzato dal sionismo per imporre la propria libido dominandi. Il mezzo preferito rimane la più brutale violenza stragista, nella più totale impunità.
Il cantante Zucchero Fornaciari ha appena affermato che il circo barnum della canzone internazionale non può prendere posizione contro Israele “perché – parole sue – l’80% del music mondiale è degli ebrei” e “nessuno si muove per paura che un tour venga cancellato” (“Il Fatto quotidiano” di oggi).
Se togliamo la parola “music” e mettiamo “finanza”, “commercio”, “tecnologia” e persino “pornografia”, il risultato non cambia.
Il mondo occidentale moderno, e l’anglosfera in primis, hanno messo al centro di tutto i valori materiali a scapito dei principi spirituali. Immensa stoltezza, foriera di enormi sciagure.
È chiaro è che coloro che comandano da secoli attraverso il denaro hanno oggi in mano il mondo, contro il quale possono scatenare, impuniti, il loro anticristico immenso odio.



