Analisi / No, Trump non è matto. E il gioco è chiaro

di Marco Anca

In tutta la mia vita credo di non avere mai sentito un capo di Stato o di governo rivolgersi a un papa come ha fatto Trump nei confronti di Leone. E per fortuna al pontefice sono stati risparmiati gli altri pezzi del repertorio di Trump: gli insulti, le volgarità e le minacce, comprese quelle di rapimento o uccisione.

Assai apprezzabile la risposta ferma di Leone XIV (che ha evitato però di parlare sul punto “l’ho fatto mettere lì io”, mentre invece un passaggio su quello sarebbe stato assai importante), anche se poi vedremo se la fermezza si riscontrerà nel prosieguo dei fatti.

Però dobbiamo chiederci alcune cose.

Come mai Trump, che non è pazzo come molti pensano, parte all’attacco della Chiesa cattolica in questo modo?

Con rude e sgarbata chiarezza, e senza le ipocrisie dei democratici Usa, Trump ha messo in chiaro un concetto. Ormai la guerra è unica e, come da più di un anno ci dicono i milbloggers russi, tutti i fronti si sono saldati (e domenica Leone ha parlato anche del dimenticato Sudan, dove le forze “ribelli”, che ricorrono a crimini di guerra contro la popolazione civile, sono armate e finanziate dagli Emirati Arabi Uniti).

In tutto e per tutto questa è la guerra globale dei protestanti e degli ebrei, anche se poi manovalanza e carne da cannone magari la forniscono altri.

Come spiega molto bene Giacomo Gabellini, Usa e Israele hanno una dirigenza comune (spesso con doppio passaporto). Comuni sono mentalità, cultura e lingua. In poche parole Israele è il cinquantunesimo Stato degli Usa, ed è il più importante.

Trump, protestante con parte della famiglia ebrea, parlando a nome di tutto l’Occidente collettivo, pretende ora che la Chiesa cattolica aggreghi consenso a questa guerra, in una posizione di vassallaggio e subalternità religiosa e culturale, in cambio di qualche donazione milionaria.

Ecco il gioco, tutto molto chiaro e trasparente.

I protestanti anglosassoni non vogliono perdere il dominio sul mondo, che non è solo economico (sui soldi l’accordo si trova sempre), ma anche e soprattutto culturale, antropologico e valoriale. E pretendono che i cattolici puntellino il loro traballante dominio.

I cattolici statunitensi ed europei ammontano al 28% dei fedeli della Chiesa cattolica, ma il dato è relativo ai battezzati. Se guardiamo all’Europa i credenti sono molti di meno. Benedetto XVI lo sapeva, e penso che Leone XIV i numeri stia cominciando a guardarli.

Ora sta ai cattolici dell’Occidente collettivo scegliere. Vogliono stare dalla parte delle guerre di Usa/Nato/Ue/Israele/protestantesimo, oppure vogliono scegliere la pace, che magari porterà a un mondo diverso, ora incerto, che sarà tutto da costruire?

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