Commento / Il gangster Trump e la rottura del fronte conservator-occidentalista
di Martino Mora
Con la brutale gangsteristica volgarità che lo contraddistingue, Donald Trump ha attaccato papa Prevost, che aveva osato criticare la sua volontà di “mettere fine a una civiltà millenaria” (quella persiana).
Non pago, si è poi scagliato anche contro Giorgia Meloni, non abbastanza servile dal partecipare alla guerra imperialista contro l’Iran.
Trump è un gangster ripugnante. Ma tanta rozza volgarità mi lascia il sottile piacere di vedere la rottura del fronte conservator-occidentalista. Quello che saldava insieme – secondo la propaganda dei quotidiani di centrodestra della famiglia Angelucci – il folle dal ciuffo biondo, il papa yankee modernista ma in stola e mozzetta e la destra aspeniana.
Tutti insieme appassionatamente “baluardi dell’Occidente”, secondo questa funesta propaganda, contro russi, cinesi, venezuelani e iraniani. Cioè le cattive “autocrazie” nemiche della civiltà “marittima” anglosferica.
Personalmente ritengo questa propaganda il miserabile rivestimento ideologico della difesa del regno epsteiniano del denaro e del primato mondiale della plutocrazia al comando.
Che quindi le mattane di Trump mettano in crisi questa miserabile propaganda, insieme alla destra modello Aspen (Meloni, Giorgetti) è cosa buona.
In quanto al papa, bene ha fatto a smarcarsi dalla volontà trumpiana etnocida e criminale.
Prevost resta però un Bergoglio dal volto umano. Cioè un modernista che fa a pezzi la Chiesa.
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