La Chiesa auto-scomunicata secondo Radaelli. In attesa di miracolo

“La Chiesa si è auto-scomunicata?” è il titolo dell’ultimo libro di Enrico Maria Radaelli (Aurea Domus, 113 pagine, 24 euro), già autore di saggi quali “Al cuore di Ratzinger. Al cuore del mondo” e “All’attacco! Cristo vince”.

Il nuovo testo è una riflessione sullo stato attuale della Chiesa a partire da due vicende fondamentali: la rinuncia di Benedetto XVI al soglio petrino e il pontificato di Francesco.

Circa la rinuncia di Benedetto XVI, Radaelli parla di impossibile sdoppiamento dell’ufficio petrino compiuto in modo del tutto illegittimo dal papa tedesco, mentre il magistero di Bergoglio è giudicato dall’autore a tal punto eterodosso da aver storpiato l’insegnamento cattolico e capovolto la morale.

La domanda posta da Radaelli è: la Chiesa si è dunque “autoscomunicata” e “autoscismatizzata”? La risposta è che la Chiesa può effettivamente cadere nel baratro attraverso la volontà perversa dei suoi capi terreni, papi compresi, e può uscirne solo con l’assistenza del suo divino Fondatore.

Centrale, come in altri saggi dell’autore, è la riflessione sulla rinuncia di Benedetto XVI, inficiata e invalidata, secondo Radaelli, dalla pretesa di sdoppiare il ruolo del papa separando il ministerium, l’ufficio di governo della Chiesa, dal munus, il dono ricevuto da Cristo. Ma la missione di Pietro, la roccia, non può essere divisa in due, perché è un tutt’uno: non si può smettere di fare il papa pretendendo di continuare a esserlo.

Per leggere gli eventi, Radaelli ricorre, come è nel suo stile, a categorie filosofiche e al diritto canonico, documentando ogni sua affermazione. Cita le fonti e pone questioni che anche autorevoli canonisti hanno affrontato. Il libro non vuole tanto ripercorrere gli eventi dalla rinuncia di Benedetto XVI in poi, quanto proporre una chiave di lettura.

Le conclusioni sono trancianti. Secondo Radaelli, così come quello da cui uscì Francesco, anche il conclave che ha eletto Leone sarebbe invalido perché indetto per eleggere il successore non di un papa ma di un antipapa, Bergoglio, a sua volta eletto sulla base di una rinuncia invalida da parte di Ratzinger. Di conseguenza, anche i cardinali creati dagli antipapi non sono cardinali, e il collegio a questo punto è formato, sempre secondo l’autore, solo dai porporati creati in precedenza: venti elettori e settantasei non elettori. La preghiera che Radaelli rivolge a Nostro Signore nelle pagine finali è che dalla schiera di questi cardinali legittimi si alzi qualcuno (minimo tre) che convochi un conclave per eleggere un vero papa, oppure che lo stesso Leone riconosca di essere antipapa e convochi un conclave.

Fanta-religione? Fanta-Vaticano? Radaelli non lo nasconde: solo un miracolo può sciogliere il nodo. Così come fece risorgere l’amico Lazzaro, solo Gesù può far rinascere la Chiesa: “In mezzo come siamo alla più incosciente e vasta antichiesa di tutti i tempi, c’è un drammatico bisogno di un grande miracolo, di un miracolo come quelli folgoranti compiuti su san Paolo o sant’Agostino”.

Radaelli arriva a rivolgersi direttamente a Prevost: “O Leone, ti prego, fai il grande salto. Se non lo farai tu, ci penserà direttamente Dio a salvare ancora una volta la Chiesa dalla morte che l’attende. Ma non sarà più con te. Ma contro di te. Pensaci, e che sant’Agostino ti ispiri”.

Che si sia d’accordo con l’autore o meno, alle pagine di Radaelli va riconosciuta una straordinaria passione per la Chiesa: come forse solo da un laico può essere testimoniata oggi.

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Per richiedere il libro scrivere a aureadomus.emr@gmail.com

 

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