Lettera / Ainara e la chiamata religiosa in un mondo che non sa più dire Dio. Un film da vedere

di Mauro E. Marsili

Caro Valli,

ho visto il film “Los domingos”, una pellicola del 2025 della regista spagnola Alauda Ruiz de Azúa.

In breve, il film narra la storia di Ainara, una giovane diciassettenne borghese di Bilbao che desidera farsi suora di clausura. La famiglia ne viene sconvolta e si divide, del tutto impreparata a capire le ragioni della giovane.

Il padre, rimasto vedovo quando la figlia era ancora piccola, si barrica dietro frasi/slogan tipo “rispetto della volontà” e “voglio che sia felice”, ma, pur essendo vagamente credente, in verità non comprende minimamente la forza che muove la figlia verso una direzione così totalizzante.

La zia, ossia la sorella del padre, è invece del tutto agnostica e, con un affetto sincero, cerca di riportare la nipote nell’alveo della “vita normale”, fatta di tutto quanto già per lei previsto: università, fidanzato, divertimento, carriera. Tutte cose che, agli occhi di Ainara, perdono progressivamente senso e importanza.

Alla fine, dopo drammatici dissidi tra padre e zia, Ainara non fa altro che rispondere alla chiamata ed entra in convento.

È un film davvero raro, un insperato frutto forte e profondo di una Spagna oggi così secolarizzata. La regista racconta la storia con equilibrio e intelligenza, mettendo in evidenza la vacuità di un mondo se non cattivo, di certo chiuso al trascendente. Il discernimento vocazionale che Ainara inizia è dapprima visto come la stranezza caratteriale di un’orfana, poi come una forma di esaurimento nervoso adolescenziale e infine come una sorta di quieta follia. Nessuno dei familiari sembra volersi rendere conto che ci può essere dell’altro.

Al termine della vicenda, il padre cede alla volontà di Ainara, ma senza affetto, senza capire. Tratta la decisione della figlia come una questione delicata, difficile da gestire, su cui a lui non spetta nulla da dire.

Più sofferta la posizione della zia, che combatte fino all’ultimo con un affetto feroce per convincere Ainara a rientrare nei canoni dell’unica vita possibile, quella materiale di tutti i giorni.

Bella la descrizione delle guide spirituali della ragazza: una madre badessa di rara sensibilità e un sacerdote giovane, vivo e veramente innamorato di Dio. Per una volta, nessuna descrizione volgare o pruriginosa del mondo religioso.

Consiglio a tutti di vedere questo film finché possibile. Non penso avrà una grande diffusione e sono certo che non arriverà mai alla grande distribuzione: a Roma si proietta solo in un piccolo cinema d’essai.

Ma vale la pena cercarlo: è una piccola perla, nel consueto mare quotidiano di superficialità e bruttezza.

Come sempre, caro Valli, congratulazioni per il suo indispensabile blog!

“Los Domingos”. Regia: Alauda Ruiz de Azúa; sceneggiatura: Alauda Ruiz de Azúa; fotografia: Bet Rourich; montaggio: Andrés Gil; musiche: David Cerrejón; interpreti: Blanca Soroa, Patricia López Arnaiz, Miguel Garcés, Juan Minujín, Mabel Rivera, Nagore Aranburu; produzione: Buenapinta Media, Colosé Producciones, Sayaka Producciones, Encanta Films, Think Studio, Movistar Plus+; origine: Spagna (coproduzione con Francia); durata: 115’; anno: 2025.

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