“Comunione tra cristiani e musulmani” sotto il manto di “Lalla Meryem”. Parola di Leone
Il 13 aprile, mentre si trovava ad Algeri, Leone XIV ha pubblicato sui social un messaggio in cui ha invocato la “comunione tra cristiani e musulmani” (“Communion between Christians and Muslims” sotto il patrocinio della Vergine Maria e presentandola come un segno di unità in un mondo segnato da divisioni e conflitti.
“La comunione tra cristiani e musulmani – si legge – si concretizza sotto il manto di Nostra Signora d’Africa. Qui, in Algeria, l’amore materno di Lalla Meryem riunisce tutti come bambini, nella nostra ricca diversità, nella comune aspirazione alla dignità, all’amore, alla giustizia e alla pace. In un mondo in cui divisioni e guerre seminano dolore e morte, vivere in unità e pace è un segno inequivocabile”.
Nel messaggio, come si può vedere, il papa si è riferito alla Vergine Maria utilizzando sia il titolo cristiano di “Nostra Signora d’Africa” sia quello islamico-berbero Lalla Meryem (“Signora Maria”), sottolineando così la presunta compatibilità tra le due religioni.
In precedenza, quello stesso giorno, Leone XIV aveva visitato la Grande Moschea di Algeri, considerata la terza moschea più grande del mondo dopo quelle della Mecca e di Medina. All’interno, il papa si è tolto le scarpe come da protocollo ed è rimasto per diversi minuti in “riflessione silenziosa” nei pressi del mihrab, elemento architettonico che indica la direzione della Mecca. Prevost ha inoltre incontrato privatamente il rettore della moschea, al quale ha espresso gratitudine per essere presente in quello che ha descritto come “un luogo che rappresenta lo spazio proprio di Dio”.
Il linguaggio utilizzato dal papa, e in particolare il riferimento alla “comunione” tra cristiani e musulmani, introduce un termine che ha un significato teologico ben definito all’interno della dottrina cattolica, per la quale “comunione” indica solitamente la partecipazione alla stessa fede, agli stessi sacramenti e all’unità ecclesiale. Va ricordato che secondo il Vangelo non è possibile alcuna comunione con coloro che negano Gesù Cristo come Dio, Signore e Salvatore: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv 14,6).
Il quadro generale delle relazioni cattolico-musulmane negli ultimi anni è stato in parte plasmato dal “Documento sulla fraternità umana per la pace mondiale e la convivenza pacifica” del 2019, comunemente noto come documento di Abu Dhabi, firmato da papa Francesco e dal grande imam di Al-Azhar. Tale documento – che ha suscitato enorme scandalo tra i fedeli – afferma che “il pluralismo e la diversità delle religioni […] sono voluti da Dio nella sua saggezza, mediante la quale ha creato gli esseri umani. Questa divina saggezza è la fonte da cui derivano il diritto alla libertà di credo e la libertà di essere diversi”.
Mentre il papa si trovava ad Algeri, secondo fonti locali due attentatori jihadisti hanno cercato di compiere un attacco suicida nella città di Blida, situata a circa quarantacinque chilometri a sud-ovest della capitale algerina. Secondo quanto riportato dalle forze di sicurezza, i due uomini sono stati intercettati mentre si dirigevano verso obiettivi civili e di polizia in zone popolate. Gli agenti hanno aperto il fuoco e gli attentatori sono stati uccisi.
Ufficialmente in Algeria non si registrano attacchi di terroristi islamici dal 2017.
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