Firenze / Antenna contro Cupola, come risolvere? Semplice: demolire la Cupola
di Vincenzo Rizza
Caro Aldo Maria,
è di questi giorni la polemica che vede contrapposti il Comune di Firenze e la Soprintendenza alle belle arti in relazione all’installazione di una maxi-antenna bianca sulla direttrice del Duomo.
La Soprintendenza è insorta, meravigliata che l’opera fosse ancora lì e pensando fosse uno scherzo.
Nulla dovrebbe sfuggire al controllo pubblico, ma l’errore è sempre in agguato.
La soluzione, tuttavia, sarà presto trovata: l’opera sarà demolita. Non mi riferisco, naturalmente, all’antenna ma al Duomo e alla Cupola del Brunelleschi, ingombranti manufatti rinascimentali che da secoli occupano abusivamente il centro cittadino impedendo la libera contemplazione delle nuove meraviglie del progresso: cubi neri, tralicci tecnologici e, ora, la monumentale antenna bianca.
Per troppo tempo i fiorentini sono stati costretti a vivere sotto l’ombra di questa opprimente costruzione religiosa, che oltre a sottrarre spazio visivo alle installazioni contemporanee costituisce un evidente vulnus alla laicità dello Stato. Si tratta, con tutta evidenza, di una costruzione divisiva, inaccettabile in una città pluralista essendo, peraltro, connotata da evidenti richiami al Cristianesimo.
L’antenna bianca, viceversa, è inclusiva, unisce tutti: non discrimina credenti e atei, progressisti e conservatori, turisti e residenti ma irradia senza pregiudizi.
La Cupola, invece, sormontata dalla Palla d’oro del Verrocchio e soprattutto dalla sua croce greca, divide. C’è perfino chi ha ancora il coraggio di ammirarla e chi ha la presunzione di entrare nella Cattedrale per pregare: intollerabile.
Secondo indiscrezioni, il nuovo piano regolatore del Comune, che ha già avuto l’approvazione della Soprintendenza, prevede la totale soppressione dell’intero complesso monumentale, inclusi il Campanile di Giotto e il Battistero, con una piattaforma multifunzionale ecosostenibile composta da:
una torre ripetitore panoramica;
un hub digitale per biciclette e monopattini elettrici;
un rooftop bar vegano e gluten free.
Come sempre qualcuno protesterà. Si tratta dei soliti nostalgici, reazionari fermi al Quattrocento e incapaci di comprendere che la bellezza oggi non è più armonia, proporzione o trascendenza, ma disordine, squilibrio e vuoto spirituale con il degrado concettuale spacciato per arte e avanguardia.
Del resto, cosa ha dato il Duomo a Firenze? Solo secoli di fede, identità, arte, cultura e civiltà. Ben poca cosa rispetto alle meraviglie della tecnologia moderna.
È tempo di scegliere tra passato e futuro: vuoi mettere la Cupola del Brunelleschi con la copertura totale 5G? Il confronto è ormai improponibile.
Viva il progresso.
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Foto da “Firenze Today”



