Lettera / A difesa di Leone
di Pietro Piciocchi
Caro Valli,
sono un lettore del blog e la ringrazio per il suo incessante lavoro di documentazione. La seguo da molti anni e ho stima di lei.
Proprio per questo mi concederà di rivolgere una critica ad alcune tesi negative sull’azione del Santo Padre Leone che ho letto sul blog.
Alcune di queste contestazioni – non me ne voglia – mi sembrano per partito preso.
Apprezzo molto l’atteggiamento, i toni e il linguaggio del Romano Pontefice, che senza fare sconti e nascondere la verità, riesce sempre a porsi in modo equilibrato: è del tutto evidente la sua priorità che ritroviamo anche nel suo motto, di lavorare per l’unità della Chiesa dopo un pontificato che ne ha enfatizzato le divisioni, determinando polarizzazioni che feriscono profondamente la Sposa di Cristo.
Solo per fare un recente esempio: la risposta ai giornalisti sul volo papale di ritorno dalla Guinea Equatoriale.
Alla domanda sul sinodo della Chiesa tedesca, Papa Leone ha replicato che l’unità della Chiesa deve fondarsi su Gesù Cristo e non sulle questioni sessuali; di avere detto ai vescovi tedeschi che la Santa Sede non è d’accordo sulle benedizioni delle coppie omosessuali e di quelle in situazioni irregolari; che si benedicono le persone perché il todos, todos, todos di Papa Francesco va inteso nel senso che la misericordia di Dio è disponibile a tutti coloro che lo cercano con cuore sincero.
Io l’ho trovata una sintesi perfetta, fedele alla dottrina, e di grande intelligenza.
Molto apprezzabile anche il discorso agli insegnanti di religione cattolica che ha richiamato alla necessità di guidare i giovani verso la Verità in un mondo che vorrebbe escludere l’educazione spirituale delle persone.
Meravigliosi, poi, i discorsi pronunciati nel viaggio apostolico in Africa, alcuni davvero monumentali, tutti incentrati su Gesù Cristo, sull’inculturazione del Vangelo e su quelle usanze e superstizioni della popolazione africana che contrastano con la fede cristiana.
Sobrietà, equilibrio, rigore e fedeltà alla tradizione, sapendo che dobbiamo parlare al mondo senza farci travolgere dal mondo: sono tutte caratteristiche che creano oggettivamente una cesura con il passato e che apprezzo molto di Papa Leone.
Molti dei suoi lettori pensano che il Santo Padre dovrebbe dare un calcio a tutto ciò che ha rappresentato il precedente pontificato, prendendone apertamente le distanze, il che, a mio avviso, appare ingiusto, oltreché velleitario e inopportuno.
Ingiusto perché è illogico e antistorico vedere solo negatività nel passato.
Velleitario perché è impensabile che un Papa si scagli contro il predecessore.
Inopportuno perché, se lo facesse, sarebbe un atteggiamento tale da provocare nuove divisioni nella Chiesa.
Al tempo stesso, non mi è piaciuto che si siano volute trarre delle conclusioni precipitose dal fatto che Robert Prevost, da giovane, abbia frequentato il movimento dei giovani agostiniani per la pace: circostanza che va contestualizzata nell’America reduce dalla guerra in Vietnam e che, per giustizia e per una lettura completa, andrebbe quantomeno accompagnata dal ricordo che lo stesso giovane Robert militasse nei movimenti pro life.
Invito tutti i lettori del blog a mettere da parte critiche talvolta ricercate e a unirsi nella preghiera incessante per il Santo Padre che ha bisogno della fedeltà di tutti noi per compiere la missione che Dio gli ha affidato in un mondo sempre più tormentato.
La ringrazio molto per l’attenzione.
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