Un avvertimento per i sinodal-modernisti

di Radical Fidelity

Ascoltate, nemici di Cristo che avete invaso il Vaticano come barbari spirituali!

Non sono qui a implorare pietà da coloro che feriscono e abusano incessantemente della Sposa di Cristo, pur pretendendo di governarla. Non sono qui a supplicare per ciò che Nostro Signore e Redentore ha già donato gratuitamente attraverso la Sua Passione: la pienezza della Fede cattolica, una volta per tutte trasmessa ai santi, preservata nei secoli e non soggetta a novità, compromessi o corruzioni dettate dalla moda.

Non sprecherò infinite parole, come altri, per giustificare il vostro tradimento, né offrirò adulazioni a coloro tra voi che tollerano, promuovono e inventano l’errore chiamandolo sensibilità pastorale. Non mi inginocchierò davanti a uomini che promuovono l’apostasia sotto la maschera del dialogo, della diversità e dell’accompagnamento. Non implorerò coloro che parlano di sinodalità mentre mettono a tacere tutti quelli che chiedono semplicemente la fede dei nostri padri.

Ascoltate invece la Parola di Dio.

«Ma al peccatore Dio ha detto: perché proclami le mie leggi e metti in bocca il mio patto? Visto che hai odiato la disciplina e hai gettato alle spalle le mie parole. Se vedevi un ladro, correvi con lui; e con gli adulteri ti sei reso complice. La tua bocca traboccava di malvagità e la tua lingua tramava inganni. Seduto, hai parlato contro tuo fratello e hai calunniato il figlio di tua madre. Queste cose hai fatto, e io sono rimasto in silenzio. Hai pensato ingiustamente che io fossi come te: ma io ti rimprovererò e te lo metterò davanti agli occhi» (salmo 49:16-22, Douay-Rheims).

Questo è l’avvertimento alla Chiesa sinodale apostata.

Parlate incessantemente di giustizia, inclusione, misericordia e ascolto, ma Dio chiede prima: perché proclamate la Sua giustizia solo per pervertirla? Perché proclamate la Sua alleanza mentre in segreto vi abbandonate ai piaceri del Diavolo, come se lo faceste alle Sue spalle?

Benedite la confusione e il peccato impuro che grida al cielo e la chiamate carità. Tollerate l’impurità e la chiamate accompagnamento. Sedete nei vostri empi consigli a discutere su come adattare la Chiesa al mondo, mentre il mondo trascina le anime all’inferno. Avete fatto pace con i ladri di dottrina e siete diventati complici degli adulteri della Fede.

Le vostre bocche traboccano di malvagità raffinata: ambiguità accuratamente formulate, negazioni sorridenti, tradimenti burocratici. Le vostre lingue ordiscono inganni non solo con la negazione aperta, ma anche con il silenzio strategico, con l’omissione, rifiutandosi di parlare chiaramente laddove le anime hanno disperatamente bisogno di chiarezza.

Parlate contro i vostri stessi fratelli: contro i sacerdoti che preservano la riverenza, contro i cattolici fedeli che resistono alla corruzione, contro coloro che credono ancora che la dottrina cattolica non sia un suggerimento ma un obbligo divino. Gettate discredito sulla nostra Beata Madre e sui suoi figli trattando la fedeltà come estremismo e la Tradizione come disobbedienza.

E poiché il giudizio non è ancora giunto, immaginate che Dio sia come voi? Che approvi perché temporeggia? Ma il suo silenzio non è consenso, resa o permesso.

Statene certi, arriverà il giudizio.

Capite questo, voi che avete dimenticato Dio. La Chiesa non è mai stata una vostra proprietà da rimodellare. Il Deposito della Fede non è vostro e non è negoziabile. I sacramenti non sono vostri e non li potete annacquare. Il sacerdozio non è vostro e non lo potete femminilizzare, politicizzare o profanare. La Sposa di Cristo non appartiene ai vostri comitati, alle vostre conferenze, ai vostri sinodi.

Pentitevi, perché il giudice non parla con ammonimenti, ma con una sentenza.

radicalfidelity

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