Monsignor Eleganti: “L’omosessualità nella Chiesa è l’elefante nella stanza. Ho scritto a Leone XVI”
Il vescovo Marian Eleganti ha dichiarato di aver scritto a papa Leone XIV in merito alla diffusa omosessualità nel clero e alla sua portata nella crisi degli abusi sessuali.
In un’intervista con AdVaticanum, all’ex vescovo ausiliare di Coira, in Svizzera, è stato chiesto del suo articolo del 2025, “L’omosessualità nella società e nella Chiesa: un elefante nella stanza”, nel quale identificava “l’omosessualità diffusa nel clero e il suo peso nella crisi degli abusi” come l'”elefante nella stanza” ignorato, senza il quale non è possibile una corretta valutazione del fenomeno abusi.
“Non si tratta di mie impressioni soggettive o di esperienza pastorale, ma di pure statistiche”, ha affermato Eleganti, aggiungendo di aver “scritto a papa Leone XIV a riguardo”.
“Tutti gli studi della Chiesa sugli abusi mostrano un numero sproporzionatamente alto di vittime di sesso maschile”, ha continuato. “Non serve a nulla chiudere un occhio su questo. Esiste una correlazione di fatto, senza per questo insinuare che i membri del clero con un orientamento omosessuale siano predestinati a commettere abusi a causa del loro orientamento. Lo stesso vale per gli eterosessuali. Ci sono anche molti casi di abusi sessuali al di fuori della Chiesa, ma la società si concentra principalmente su quelli che riguardano il clero e ne è scandalizzata”.
Nell’intervista Eleganti ha affrontato altri argomenti. Circa la santa messa tradizionale ha affermato che l’attrattiva esercitata su tanti giovani risiede nella focalizzazione “su Dio e su Cristo, piuttosto che sulla comunità”.
“Un altro elemento è la palpabile riverenza associata all’incontro con il Dio trascendente o con il Cristo presente”, ha continuato. “La quiete e il silenzio ricordano l’adorazione dell’Agnello nel Libro dell’Apocalisse. Credo che le persone siano attratte anche dalla solennità e dalla dignità dei paramenti, degli oggetti liturgici e dell’altare. E non va dimenticato il canto gregoriano, che è di tendenza da tempo anche negli ambienti laici”.
Riguardo al pericolo che l’Islam e le migrazioni di massa dai paesi musulmani rappresentano per l’Europa, il vescovo svizzero ha affermato: “L’Islam, e non solo il cosiddetto islamismo, è per sua stessa natura una religione anticristiana, in teoria e in pratica”.
“Il cristianesimo non ha mai avuto vita facile sotto il dominio islamico. E questo è ancora vero oggi. Ovunque l’Islam eserciti la sua influenza, il cristianesimo viene decimato fino quasi all’estinzione”.
“Ritengo che l’Islam sia incompatibile con la tradizione giudeo-cristiana dell’Occidente, che ancora oggi influenza profondamente il nostro pensiero e il nostro sistema politico. Più alto è il numero di musulmani che si integrano nelle nostre società, peggio potrebbe diventare la situazione, a meno che Cristo non li converta e li liberi”.
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