Ed ecco a voi il monaco buddista umanoide. Che promette di “rispettare la vita e risparmiare energia”

Mercoledì scorso, presso il tempio Jogyesa, in Corea del Sud, un robot umanoide di nome Gabi si è trasformato in monaco buddista, in vista della festa di compleanno di Buddha, che cade il 24 maggio.

Si è trattato del primo caso documentato di un robot sottoposto alla cerimonia sugye di devozione monastica.

La figura di Gabi, alta un metro e trenta e avvolta in abiti buddisti tradizionali, è stata dotata di mani guantate che può unire nella postura buddista della preghiera.

Oltre a eseguire il rituale sugye, Gabi si è sottoposto alla cerimonia di purificazione rituale yeonbi, che normalmente prevede di bruciacchiarsi le braccia con l’incenso. Poiché questa particolare tradizione richiede che la pelle venga bruciata, cosa che con Gabi non è possibile, il monaco robot ha ricevuto un adesivo della Festa delle Lanterne di Loto e una collana di perline.

La Festa delle Lanterne di Loto è la celebrazione del compleanno del Buddha, e l’ordine Jogye ha già annunciato che il monaco robot parteciperà all’edizione di quest’anno.

Gabi ha inoltre pronunciato una versione modificata dei cinque voti dei monaci umani, promettendo di “rispettare la vita, agire nella pace verso gli altri robot, ascoltare gli umani, astenersi dall’agire o parlare in modo ingannevole e risparmiare energia”.

Il nome Gabi è un termine buddista che significa misericordia. Il robot è un modello G1 da 13.500 dollari prodotto dall’azienda cinese Unitree Robotics.

Il tempio Jogyesa è la sede centrale dell’ordine Jogye e un centro del buddismo coreano. L’ordinazione di Gabi ha avuto lo scopo di dimostrare che il buddismo è “moderno e proiettato verso il futuro”. Il capo dell’ordine, il venerabile Jinwoo, nel suo discorso di Capodanno del 2026 aveva affermato di voler integrare l’intelligenza artificiale nel buddismo.

In un comunicato dell’ordine su Gabi si legge: “L’ordinazione di un robot significa che la tecnologia deve essere utilizzata in conformità con i valori di compassione, saggezza e responsabilità, e simboleggia nuove possibilità di coesistenza tra esseri umani e tecnologia”.

Un altro leader dell’ordine, il venerabile Jungnyum, ha affermato che la civiltà umana ha raggiunto un “punto di svolta in cui l’intelligenza artificiale sta arrivando come uno tsunami”, quindi c’è “diffusa speranza che anche il buddismo si possa muovere verso una nuova direzione”.

Sia i sostenitori sia i critici dell’ordinazione cibernetica hanno considerato la cerimonia più che altro una trovata pubblicitaria che potrebbe avere un certo successo nell’avvicinare i giovani alla fede, dato il calo di fedeli buddisti in Corea.

Non essendo Gabi di proprietà del tempio, ma un prestito temporaneo della Unitree Robotics, è rimasto in loco solo per un giorno. Quindi i visitatori che dopo la giornata speravano di incontrare il monaco robot sono rimasti delusi scoprendo che non c’era più.

I critici si sono lamentati del fatto che Gabi sia più una marionetta high-tech che un vero robot o un’intelligenza artificiale. Durante la cerimonia di mercoledì, Gabi non si è mosso autonomamente ma è stato controllato a distanza. Le sue risposte erano state preregistrate da un manager dell’ordine Jongye, Hong Min-suk, il quale al “New York Times” ha detto che la cerimonia ha mantenuto comunque un valore simbolico. “In futuro – ha spiegato – i robot saranno destinati a collaborare con gli esseri umani in ogni campo. Naturale quindi che uno di loro abbia fatto parte della nostra festa. Ci stiamo dirigendo verso un mondo in cui, quando i credenti porranno domande, i robot saranno in grado di fornire le risposte più adatte a ciascun individuo”.

breitbart.com

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