Con Roma o con la FSSPX? / Le vostre risposte. 1

Dopo le consacrazioni episcopali del 1° luglio a Écône, in caso di scomunica comminata alla Fraternità San Pio X, da che parte stare? Con Roma o con la FSSPX? Questa la domanda che, su sollecitazione di un lettore, abbiamo posto a tutti i frequentatori di “Duc in altum”. E le vostre risposte stanno arrivando numerose.

Per rispondere: aldomariavalli@gmail.com

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Stare con Roma, ossia con la Chiesa, comporta l’obbedienza all’insegnamento dottrinale, la partecipazione alla vita sacramentale e la fedeltà alla tradizione.

Stare con la FSSPX è al 100% stare con la Chiesa!

Maurizio De Moliner

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Caro. Valli,

sia lodato Gesù Cristo.

Ogni domenica con mia moglie e mia figlia alterniamo le Sante Messe con questa cadenza: due volte nella Cappella di Corato della FSSPX, due in una parrocchia in provincia di Bari con il rito di Paolo VI e occasionalmente circa una o due volte al mese presso l’ICRSS di Lecce. Come noi ci sono molti “ibridi”, che vagano per Messe.

Per noi, oggi o tra sei mesi non cambierà nulla, andremo dove la Santa Messa offre il rinnovamento del Sacrificio eucaristico e quindi anche presso la FSSPX presso cui, a Dio piacendo, frequenterò anche gli esercizi ignaziani. Faticoso, ma i tempi sono quelli che sono. Saremo scomunicati a domeniche alterne?

Mi permetta solo un passaggio in più, di tipo concettuale e pratico; vorrei evidenziare che la scomunica, sebbene formalmente emessa dal Papa e quindi legittima fino a prova contraria, ha valore essenziale solo nella sovrastruttura della Chiesa del Nuovo Ordine, cioè quella che è ancella della religione dell’umanità che è frutto della gnosi moderna: la gnosi abbatte tutto ciò che si oppone al raggiungimento pieno dello spirito dell’umanità, che è collettivo e può accettare, in vista della futura totale spiritualizzazione, solo ciò che è cognitivamente ottimale ma che non ha abbastanza forza per imporsi o trasmettersi. Questo perché è lo spirito dell’individuo, corrotto dal legame con la fisicità ed è costretto nella prigione del mondo a creare erroneamente religioni e credi; in quest’ottica, la fede cattolica è il frutto non plus ultra di questa corruzione secondo la gnosi moderna. La scomunica, accettabile dagli gnostici come male minore in un sistema che è antinomico per eccellenza, è un obbligo per abbattere l’ostacolo.

Ma io sono cattolico, il rito di San Pio V e la Dottrina tradizionale mi permettono di conoscere la realtà e distinguerla dal trucco gnostico, che propone un surrogato artefatto e percettivo della realtà, ad essa totalmente difforme. Che mi importa della scomunica su basi gnostiche?

In J et M

Claudio Caforio

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Non è possibile scegliere tra Roma e la Fraternità San Pio X. Detta così sembra già una decisione scismatica, consequenziale con la posizione sedeplenista di quest’ ultima.

Il Cattolico sta sempre con Roma, la Roma eterna, quella dei Papi e della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. “Ubi Petrus, ibi Ecclesia“.

La domanda, a mio avviso è: “Coi modernisti conciliari o con la Chiesa Cattolica?” Tertium non datur.

Non si può essere in Comunione coi modernisti (eretici manifesti), riconoscere la legittimità della loro Autorità nella Chiesa e, nello stesso tempo, disobbedire sistematicamente in materia di Fede o Morale.

Se sono modernisti (e lo sono in maniera evidente!) non sono cattolici, quindi non possono avere ed esercitare alcuna Autorità nella Chiesa di Cristo. Va constatato, detto e poi si può agire di conseguenza, in stato di necessità grave per la successione Apostolica, per i Sacramenti, per la Messa, per la Dottrina e la Morale, per la Tradizione.

La posizione teologica riconosciuta dal Magistero Perenne e dalle leggi della Chiesa è il sedevacantismo. Non si può scendere a compromessi con chi ha occupato i Sacri Palazzi e ha tradito il Vangelo e la Chiesa. Non è politica, è ecclesiologia. La posizione ibrida, quella della FSSPX, è assurda. Stiamo ancorati a Roma, da Cattolici, non da fallibilisti gallicani!

Matteo Castagna

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In Germania l’arcidiocesi di Bamberga ha difeso una “funzione religiosa” a tema “Star Wars”, completa di Darth Vader, stormtrooper, un cavaliere Jedi, un duello con spade laser, il Kyrie, letture, il Salmo 27, l’Alleluia e il Vangelo della tentazione di Cristo nel deserto. Il sacerdote ideatore, padre Gerd Richard Neumeier, ha insistito sul fatto che fosse attentamente separata dall’Eucaristia e ha sostenuto che “Star Wars” offre un ponte verso Dio perché contiene temi come il bene e il male, la luce e le tenebre. A quanto pare, il format è ora disponibile per le parrocchie che desiderano prenotarlo, con costumi, attrezzature tecniche, scenografie e sacerdote inclusi.

Allora, sinteticamente: se Roma non scomunica l’arcidiocesi di Bamberga e invece scomunica la FSSPX, io credo che cada ogni dubbio sulla scelta su con chi stare. Essenzialmente, con Dio o con Darth Vader? Io non ho dubbi.

Ut in omnibus glorificetur Deus!

Laura Liberini

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Con Roma o con FSSPX?

Con tutto ciò che è cattolico perché la Verità precede l’obbedienza cieca!

Alberto Speroni

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Io non starò con la chiesa sinodale ma con la FSSPX.

Grazie.

Marco

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Sarò breve come richiesto: con la FSSPX.

Franco Chiesa

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Con la Chiesa di Cristo e mai con la gerarchia odierna di Roma.

Cesarino Mariani

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