Con Roma o con la FSSPX? / Le vostre risposte. 4

Dopo le consacrazioni episcopali del 1° luglio a Écône, in caso di scomunica comminata alla Fraternità San Pio X, da che parte stare? Con Roma o con la FSSPX? Questa la domanda che, su sollecitazione di un lettore, abbiamo posto a tutti i frequentatori di “Duc in altum”. E le vostre risposte stanno arrivando numerose. Le trovate qui e qui e qui. Oggi un altro giro.

Per rispondere: aldomariavalli@gmail.com

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Caro Valli,

da quando circa sei anni fa abbiamo cominciato a frequentare la Fraternità San Pio X (tutta la famiglia, compresa la nuora) ci siamo sentiti finalmente a casa.

Tutto ciò che succede al di fuori di essa nella chiesa conciliarista ci arriva come eco lontana (anche se fa sempre un po’ male); per questo la scomunica eventualmente comminata arriverà anch’essa come eco lontana di qualcosa che ormai non è più. La vera Chiesa è là dove la Verità viene rivelata nella sua interezza, il rispetto del sacro è tangibile, un tesoro spirituale che rispecchia la fede immutabile.

Non mi dilungo oltre. Riteniamo un onore essere scomunicati da Tucho che di cattolico ha solo le vesti.

Viva san Pio X e la Fraternità!

Con stima

Federica Castaldello

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Caro Aldo Maria,

circa le eventuali ripercussioni (dico eventuali in quanto ormai non abbiamo più certezze sulle azioni delle gerarchie ecclesiastiche) dopo le consacrazioni episcopali del 1° luglio a Écône, non mi sento di schierarmi e parteggiare. L’eventuale scomunica sarà l’ennesima dimostrazione della grave crisi di fede che attanaglia la Chiesa da sessant’anni a questa parte e anche più. Mantenersi informati certamente è importante, ma schierarsi e amareggiarsi non giova alla fede. Il vero cristiano cattolico ha bisogno soltanto della preghiera e dei sacramenti come fondamenti della propria vita spirituale, qualunque sia la situazione sociale ed ecclesiastica in cui vive. Per me non cambierà nulla, continuerò a frequentare la santa messa in rito tradizionale ed eterno, consacrato da san Pio V nel 1570 e, se mi dovesse capitare l’occasione, quando non sono nella mia città, anche celebrata dalla FSSPX.

Un caro saluto

Liliana De Angelis

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La Chiesa per come esistita dai tempi apostolici ai giorni nostri è interpretata e testimoniata pienamente dalla FSSPX, quindi nessun dubbio: sto con la FSSPX.

Andrea Cristofaro

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Sto con la Chiesa cattolica, cercando ove possibile di frequentare il rito preconciliare in comunione col Pontefice Romano.

Le posizioni degli scismatici di Écône, pur partendo da basi più che legittime, finiscono col collassare su sé stesse, e le prese di posizione di molti loro adepti ricalcano esattamente quelle degli scismatici anglicani prima della riforma di Thomas Cranmer. Ergo, nulla di nuovo sotto il sole!

Renzo Zenzolo

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Caro Valli,

ho letto di uno strano progetto diocesano da realizzarsi in quel di Milano entro il 2030: un “monastero ambrosiano” all’ interno di Mind dove, fra l’altro, sarà realizzato un Chiostro delle Religioni, un Giardino delle Religioni e una Biblioteca delle Religioni, così che le diverse tradizioni monoteiste “siano richiamate simbolicamente attraverso le essenze vegetali – si legge nell’ articolo – in luoghi di incontro, formazione e dialogo tra le fedi e di confronto tra i saperi”.

Sono sinceramente sconcertata e stranita davanti a certe aberrazioni della modernità che disattende con ostentazione il comando di Nostro Signore di portare il suo Vangelo fino agli estremi confini della terra. Come si fa, dunque, a non restare ammirati di fronte a chi quel comando lo difende e lo fa suo, a chi custodisce una tradizione che rasserena il cuore e rende l’anima leggera al pensiero che il paradiso ci attende se in fedeltà facciamo la volontà di Dio e non la nostra? Non è questione di decidere se stare con Roma o con la FSSPX. La questione è scegliere se restare fedeli o meno a Nostro Signore

Antonina Sicari

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Caro Valli,

per decidere se stare con Roma o con la FSSPX, mi regolerei in questo modo: visto che Prevost si è dimostrato netto e baldanzoso quando ha voluto esserlo (dichiarando pubblicamente di non aver paura dell’amministrazione americana che lo criticava sulla guerra contro l’Iran), gli rivolgerei questa domanda: “Santità, vuole affermare pubblicamente che il modernismo è un’eresia?”.

Se Prevost rispondesse affermativamente, starei con Roma, se rispondesse negativamente (o non rispondesse, come credo infinitamente più probabile), starei con la FSSPX.

La saluto di cuore.

Francesco Maracino

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Caro Aldo Maria,

mi fa piacere leggere le risposte dei lettori. La mia risposta è: non lo so.

Ciò che mi fa ribollire il sangue nelle vene è vedere profanato il Corpo di Cristo con la comunione ai cani (anche a me è successo di assistervi), l’Altare del Sacrificio usato come tavolo da cucina, le messe con gli abusi più disparati e non scorgere neanche lontanamente una qualsivoglia tirata d’orecchie. Ma certamente la FSSPX potrebbe finire sotto le forche caudine gettando ancora più confusione nelle anime dei fedeli. Possibile che dobbiamo chiederci con Roma o con la FSSPX?

Valentina Lazzari

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