La lettera di don Pagliarani al papa e il “minimo indispensabile”
Caro Valli,
splendida la lettera di don Pagliarani rivolta al papa, opportunamente pubblicata da “Duc in altum”. Scrive il superiore della FSSPX: “La Fraternità rimette questa semplice Dichiarazione di Fede nelle Sue mani. Essa ci sembra corrispondere al minimo indispensabile per poter essere in comunione con la Chiesa, per professarci cattolici e figli suoi”. E così mette Leone e l’intera Chiesa cattolica romana letteralmente con le spalle al muro.
Già, perché quel “minimo indispensabile”, poi chiaramente descritto nel corpo della missiva, costituisce tutto ciò che da diversi anni la Chiesa cattolica ha smesso di considerare come suo bimillenario e imprescindibile patrimonio spirituale, dottrinale e pastorale. Di più, lo sta pervicacemente negando e distorcendo con l’obiettivo di instaurare la Nuova Chiesa Universale.
Quanto scritto da don Pagliarani altro non è che il rovesciare senza mezzi termini su Roma l’accusa di produrre, essa sì, atti, comportamenti, dichiarazioni e documenti scismatici e per ciò stesso meritevoli di scomunica. Ha quindi ben ragione il professor Radaelli nell’affermare che è la Chiesa cattolica romana a essersi auto-scomunicata. La Dichiarazione di Fede dalla FSSPX dimostra quanto la Chiesa militante abbia ormai cessato di essere in comunione con sé stessa.
Sarà interessante analizzare la risposta (ancora affidata alle oscene mani di Tucho Fernández?) che si vorrà dare alla Fraternità. Tertium non datur, come dicono quelli bravi. Infatti, se la Chiesa, nella persona del papa e/o dei suoi scagnozzi, dichiarerà di condividere quella Dichiarazione di Fede dovrà automaticamente sconfessare e far cessare tutte le nefandezze che da decenni, a tutti i livelli, vengono perpetrate al suo interno e nei confronti dei credenti, autoaccusandosi pertanto di aver camminato sulla strada dell’eresia. Se invece – alla luce dei nuovi diktat preternaturali della chiesa sinodale – si arrampicherà sugli specchi per chiarire, puntualizzare, precisare, ridefinire e correggere le incontestabili verità contenute nella Dichiarazione, fornirà al mondo intero la “pistola fumante” che proverà senza alcun dubbio la sua natura satanica.
Nell’un caso o nell’altro, come si dice a Roma, qualcuno si ritroverà come don Falcuccio, co’ ‘na mano davanti e n’artra de dietro!
La battaglia è appena agli inizi.
Lettera firmata
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