Con Roma o con la FSSPX? Le vostre risposte. 5

Dopo le consacrazioni episcopali del 1° luglio a Écône, in caso di scomunica comminata alla Fraternità San Pio X, da che parte stare? Con Roma o con la FSSPX? Questa la domanda che, su sollecitazione di un lettore, abbiamo posto a tutti i frequentatori di “Duc in altum”. E le vostre risposte stanno arrivando numerose. Le trovate qui , qui, qui e qui. Oggi un altro giro.

Per rispondere: aldomariavalli@gmail.com

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Con Roma o con la FSSPX? Dubbio amletico che offro ogni giorno alla preghiera.

Sono in linea con la FSSPX per quanto riguarda la salvaguardia della fede così come ci è stata trasmessa dai nostri padri. Né possiamo modificare i Comandamenti solo per piacere al mondo (primo: Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio fuori che me; sesto: non commettere adulterio).

Non sono teologo o canonista, ma ritengo che l’eventuale scomunica emessa dall’eretico Fernández sarebbe inconsistente e inefficace. Io continuerò a seguire la FSSPX. Spero solo che Leone XIV eviti un scisma inutile e dannoso.

Domenico Spadone

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Caro Valli,

non si può rispondere con chi stare se non si approfondisce la tematica. Sia la comunità FSSPX sia i cosiddetti cattolici modernisti celebrano all’altare la medesima Eucaristia, in entrambi i casi Gesù è presente sotto le specie del pane e del vino e nessuno scisma ne potrà modificare l’essenza. Ricordo qui il bellissimo scritto del 29 aprile del professor Pietro Piciocchi, da rileggere e meditare. Papa Leone IVX mai permetterà una rottura così traumatica. Un altro esempio di “non scisma” lo si può trovare in un sito cattolico in cui l’abate primate dei benedettini Jeremias Schröder in un’intervista dichiara che nel mondo benedettino è già in atto la pace liturgica “dopo che papa Benedetto ha aperto le porte”.

Non posso che congratularmi con monsignor Viganò che ha risposto con fede matura sul caso del funerale del padre battezzato e poi convertitosi al buddismo. Noi cattolici cresciuti dopo il Concilio abbiamo bisogno di queste parole di misericordia e non di parole dure, per non dire altro, tipo gli interventi di radicalfidelity.

Quindi mi confermo “cattolica di Roma” anche per non peccare ogni domenica, visto che nella mia parrocchia si celebra la messa novus ordo.

La ringrazio per lo spazio che mi ha offerto.

Angela Bernasconi

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Caro Valli,

personalmente condivido in tutto e per tutto l’autorevole e preziosa testimonianza del maestro Aurelio Porfiri pubblicata sul blog in data 30 aprile 2026.

Luigi Migliazza

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Caro Aldo Maria,

premesso che la situazione che prevedibilmente si creerà a valle del 1° luglio non sarà affatto nuova, in quanto la FSSPX è già stata dichiarata scismatica nel 1988 come recentemente ricordato da don Pagliarani, io starò senza alcun dubbio con la FSSPX! E con la Familia Christi di monsignor Viganò, il quale si è già espresso chiaramente nello stesso senso.

Occorre stare con la Chiesa di Cristo, sempre. Lasciandosi guidare, nel proprio discernimento, dalla semplice osservazione dei fatti (tanto più quando sono fatti macroscopici, come negli ultimi lustri), e non dai cavilli dei canonisti; perché Cristo ci ha insegnato a essere semplici, non certo a cavillare: “Guardatevi dai falsi profeti (quelli che falsamente dicono di parlare a nome dello Spirito Santo) … dai loro frutti li riconoscerete”.

Quindi, teniamoci stretti alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana, rifiutando in toto la pseudochiesa apostata di Prevost e Fernández.

Gianfranco Artale

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Caro Valli,

ritengo che la questione sia mal posta. Penso infatti che stare con la FSSPX non significhi in alcun modo essere contro Roma. Basti pensare allo spirito con cui monsignor Lefebvre ha fondato la congregazione. Sia dai suoi scritti che dalle parole pronunciate in omelie e conferenze io non ho mai letto alcuna parola scomposta nei confronti delle autorità romane, anzi tutto il contrario! La famosa dichiarazione di monsignor Lefebvre del 21 novembre del 1974 esprime un amore infinito verso Roma, la romanità, il Papa e la gerarchia tutta, ma ancora di più verso la verità. Chi conosce bene la Fraternità sa quanto questi valori siano presenti nei suoi membri.

Monsignor Lefebvre ha sempre affermato che avrebbe preferito morire piuttosto che trovarsi contro le autorità, ma questa “amicizia” con Roma e con le autorità romane non poteva andare a discapito della Fede cattolica che è in assoluto il bene più prezioso da conservare per poter giungere al bene supremo della Chiesa, ovvero la salvezza delle anime!

Ritengo pertanto che aderire o prendere le difese delle posizioni della FSSPX significhi sostanzialmente (come disse monsignore nella dichiarazione di cui sopra) aderire “alla Roma cattolica custode della fede cattolica e delle tradizioni necessarie al mantenimento della stessa fede, alla Roma eterna, maestra di saggezza e di verità”.

Sono dell’opinione che non giovi a favore di nessuno pensare alle due realtà come contrapposte l’una all’altra. La FSSPX sta davvero rendendo un servizio a Roma e alla Chiesa, e forse non ce ne stiamo ancora rendendo conto fino in fondo.

Lettera firmata

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