Con Roma o con la FSSPX? / Le vostre risposte. 6
Dopo le consacrazioni episcopali del 1° luglio a Écône, in caso di scomunica comminata alla Fraternità San Pio X, da che parte stare? Con Roma o con la FSSPX? Questa la domanda che, su sollecitazione di un lettore, abbiamo posto a tutti i frequentatori di “Duc in altum”. E le vostre risposte stanno arrivando numerose. Le trovate qui, qui, qui, qui e qui. Oggi un altro giro.
Per rispondere: aldomariavalli@gmail.com
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Caro Valli,
sento Gesù che dice: “Volete andarvene anche voi?”. E Pietro che risponde: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”.
Io resto saldamente ancorata alla barca di Pietro perché lì è sicuro che c’è Gesù, anche se dorme. Tutti quelli che nei secoli si sono sentiti “più bravi” di Pietro e hanno fondato una chiesa “migliore” poi si sono divisi in tante chiesette. Solo la Chiesa fondata da Gesù è rimasta unita. Una, santa, cattolica e apostolica.
Rosaria Di Carmine
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Caro Aldo Maria,
nessun dubbio: con la Fraternità San Pio X perché, grazie a monsignor Lefebvre, ha conservato il sacerdozio cattolico, la celebrazione della santa messa vetus ordo e la predicazione della Fede cattolica per la salvezza dell’anima.
Non è una scelta a cuor leggero, ma non è possibile chiudere gli occhi davanti a quanto sta succedendo.
Fiore Molena
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Come richiesto, sarò molto sintetico: noi aderiamo con tutto il cuore e con tutta l’anima alla Roma cattolica custode della fede cattolica e delle
tradizioni necessarie al mantenimento della stessa fede, alla Roma eterna, maestra di saggezza e di verità. Quindi alla FSSPX!
Grazie per il suo prezioso lavoro.
Enrico Giovanni Sirtoli
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Caro Aldo Maria,
stare con Roma o con la FSSPX? Rispondo semplicemente che sono cristiano, quindi seguo Cristo e la Chiesa cattolica da Lui fondata.
La vera domanda è: ma dove troviamo la Chiesa cattolica?
Oggi vediamo chiaramente che la Chiesa sedicente cattolica in realtà è una Chiesa conciliare, cioè una Chiesa filo-protestante, panteista, ecologista, indifferentista, più altre invenzioni estranee a Cristo.
Quindi la Chiesa che di nome fa sempre “cattolica” è stata svuotata del suo contenuto originale e riempita di eresie varie. Di cattolico resta solo il nome o poco altro. Questa la situazione disastrosa a livello gerarchico, ma anche a livello locale è sempre più difficile trovare sacerdoti che abbiano ricevuto una formazione cattolica.
Per non parlare dei “movimenti”, il più disastroso dei quali è quello dei catecumenali che non hanno quasi nulla di cattolico e infestano molte parrocchie nella mia città.
Quindi dove troviamo la Chiesa di Cristo? Cioè la Chiesa fondata da Cristo, con la messa “di sempre” da Lui istituita e non quella inventata da Paolo VI, Bugnini e i protestanti?
Dove trovare gli insegnamenti veritieri, che derivano dalla Sacra Rivelazione, cioè dalla Sacra Scrittura e dalla Sacra Tradizione?
Sicuramente li troviamo nella FSSPX.
Lo scisma, per chi non se ne fosse accorto, è già in atto a partire dal Vaticano II che ha dato origine a una nuova religione.
Non meraviglia quindi che la gerarchia ecclesiastica conciliare sia di manica larga nel concedere udienze, incontri, riconoscimenti a qualsiasi rappresentante di religione si presenti. Ma sia ostile a qualsiasi apertura verso quel piccolo resto di Chiesa cattolica che essa non è riuscita a controllare come ha fatto con le realtà tradizionali di quella specie di riserva indiana che sono gli istituti ex Ecclesia Dei.
Non ci può dunque meravigliare una scomunica, che per quanto invalida costituisce comunque una conferma della incomunicabilità di questi due mondi.
Ciò che mi consola è che la Chiesa conciliare, come tutte le false religioni, andrà a sparire. Lo vediamo con le vocazioni quasi assenti. E tutti i modi che utilizzeranno per contrastare la carenza di vocazioni (penso per esempio all’abolizione del celibato sacerdotale) non faranno altro che accelerare questo processo di decomposizione e rendere più chiaro a tutti che la Chiesa conciliare non è la santa Chiesa cattolica.
Le ordinazioni della FSSPX sono una benedizione per la Chiesa cattolica, e vorrei che il Papa capisse che è inutile combattere la Chiesa di Cristo, perché prevarrà sempre.
Luca Franceschi
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Cher Valli,
merci pour votre initiative qui sera certainement utile à beaucoup
Étant moi-même ”bénévacantiste” (qui ne reconnait pas la Declaratio de Benoît VI comme étant une déclaration d’abdication ou de renonciation), je soutiens pleinement le commentaire de Bernardo Del Rio. Bien sûr:
▪︎ je reste fidèle à la Sainte Église catholique romaine qui est incontestablement l’unique Église régulière fondée par Notre Seigneur Jésus-Christ pour les siècles des siècles,
▪︎ mais sans reconnaitre les élections des antipapes Bergoglio et Prévost et en rejetant l’entièreté des oeuvres de leurs faux pontificats,
▪︎ et en considérant que Benoît XVI est le dernier grand pape avant la fin des temps comme l’annonce la prophétie des papes de Saint Malachie et la prophétie de Garabandal traitant des derniers papes. Benoît XVI est apparemment le katechon annoncé par l’épître de St Paul aux thessaloniciens (2TH2/7: ”Dès maintenant, oui, le mystère de l’impiété est à l’œuvre. Mais que seulement Celui qui le retient soit d’abord écarté”). Qui d’autre pourrait être celui-là qui retient la venue de “l’homme impie”? Bergoglio? Prévost?
Et bien sûr, vu le délabrement actuel de la Sainte Église, manifestement envahie et dominée par le communisme (Fatima – le grand dragon rouge – Apocalypse chapitre 12), je regarde la FSSPX comme de “bons et fidèles serviteurs” catholiques qui essayent de sauver tout ce qu’ils peuvent dans l’attente du second Avènement de Notre Seigneur Jésus-Christ. Et je soutiens leur décision de consacrer validement des évêques en outrepassant l’autorité des mercenaires qui se sont emparé du pouvoir pontifical pour détruire la Sainte Église de toujours.
Apocalypse 18/4: “Puis j’entendis une autre voix qui disait, du ciel : ” Sortez, ô mon peuple, quittez-la, de peur que, solidaires de ses fautes, vous n’ayez à pâtir de ses plaies ! Car ses péchés se sont amoncelés jusqu’au ciel, et Dieu s’est souvenu de ses iniquités”.
JP Noël
Caro Valli,
grazie per la sua iniziativa, che sarà certamente utile a molti.
Essendo io stesso un benevacantista (che non riconosce la Dichiarazione di Benedetto VI come una dichiarazione di abdicazione o rinuncia), appoggio pienamente il commento di Bernardo Del Rio. Certo:
▪rimango fedele alla Santa Chiesa Cattolica Romana, che è indiscutibilmente l’unica Chiesa regolare fondata da Nostro Signore Gesù Cristo per tutti i tempi,
▪ma senza riconoscere le elezioni degli antipapi Bergoglio e Prévost e rigettando tutte le opere dei loro falsi pontificati,
▪e considerando Benedetto XVI l’ultimo grande papa prima della fine dei tempi, come predetto nella profezia dei papi di san Malachia e nella profezia di Garabandal sugli ultimi papi. Benedetto XVI è apparentemente il katechon predetto dalla Lettera di san Paolo ai Tessalonicesi (2 Tessalonicesi 2,7: “Ora infatti il mistero dell’iniquità è in atto, ma bisogna toglierlo di mezzo colui che lo reprime”). Chi altri potrebbe essere colui che frena la venuta dell’«uomo senza legge»? Bergoglio? Prévost?
E naturalmente, dato l’attuale stato di decadenza della Santa Chiesa, chiaramente invasa e dominata dal comunismo (Fatima – il grande drago rosso – Apocalisse capitolo 12), vedo la Fraternità sacerdotale San Pio X come “servitori cattolici buoni e fedeli” che cercano di salvare tutto ciò che possono in attesa della seconda venuta di Nostro Signore Gesù Cristo. E sostengo la loro decisione di consacrare validamente i vescovi, annullando l’autorità dei mercenari che si sono impadroniti del potere papale per distruggere la Santa Chiesa di tutti i tempi.
Apocalisse 18,4: “Poi udii un’altra voce dal cielo che diceva: uscite, popolo mio, lasciatela, perché non partecipiate alle sue iniquità e non siate colpiti dalle sue piaghe; poiché i suoi peccati sono ammassati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità”.
JP Noël
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Caro Valli,
io sostengo la tesi più volte ribadita in questo blog, ovvero: “Sono loro che se ne devono andare”.
Il problema (drammatico) è: c’è ancora qualcuno a Roma degno di chiamarsi pastore, che ci confermi nella fede e denunci gli errori?
La Chiesa cattolica è costituita dal popolo di Dio, non dai mercenari.
“Guai a chi scandalizza uno di questi miei fratelli più piccoli nella fede, sarebbe meglio per lui”.
Paolo Carretti
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Dall’udienza di Paolo VI del 4 febbraio 1976: “Ci siamo abituati ad un cristianesimo puramente nominale e anagrafico; ci siamo lasciati a torto incantare dalla mitezza che la sequela di Cristo comporta per confonderla con la debolezza; abbiamo profittato della libertà cristiana e dell’indulgenza verso qualsiasi agnosticismo teorico e pratico; abbiamo dato al pluralismo e alle novità delle idee e delle azioni una interpretazione lassista e permissiva deleteria d’ogni forma logica e morale; abbiamo spesso giudicato debilitante e imbelle l’educazione religiosa al confronto di altre pedagogie energiche e costruttive. Diciamo pure: abbiamo anche noi talvolta dubitato se l’opportunismo di moda verso ideologie correnti non potesse avere, come fosse un atto di coraggio personale, la nostra comoda e supina adesione. (…) abbiamo evitato la testimonianza, il sacrificio, la croce. Ci siamo rassegnati allo scoraggiamento, alla fatalità degli avvenimenti, mascherando di intelligente tempestività il nostro tardivo ossequio al trionfo della moda e della passività ambientale; senza più afferrarci ai nostri principi, ai nostri doveri, alla nostra coscienza cristiana. Ebbene, se vogliamo essere coerenti e fedeli, dovremo ricordarci che dobbiamo essere forti. (…) A tanto ci chiama l’integrità della nostra vocazione cristiana; a tanto ci obbliga la storia dei tempi che stiamo vivendo”.
Angelo Parisotto
Caro Valli,
sto e rimango con la FSSPX e con tutti coloro che perpetuano il vero e incorrotto rito della Santa Messa.
Non mi condiziona la minaccia di una scomunica, anzi penso che dovremmo prevenirla con un solenne atto d’accusa come a suo tempo fece monsignor Lefevre.
Ciò detto, che farò se non troverò più il nostro rito? Dominus providebit.
Marina Panetta
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Caro Valli,
per decidere da quale parte stare potrei mettermi in ascolto dello Spirito come fa la chiesa sinodale, ma lo Spirito Santo è fin troppo strattonato.
Premesso che comunque il primo passo resta quello della preghiera e dell’umiltà di fronte alla questione posta, consiglierei semplicemente di seguire i trascendentali del “bello e buono e vero”.
Seguendo questa strada rifiuterei certamente Tucho Fernández e la sua ciurma, accetterei Benedetto XVI con tutti i suoi limiti ma anche con la sua bontà, la sua ricerca del vero e la bellezza del suo animo e del suo agire. Poi toglierei senza dubbio la cittadinanza romana a tutti quei cardinali che hanno eletto papa Bergoglio. E trasferirei il marchio “Chiesa Romana” a Écône, dove certamente si respira il profumo della Chiesa di Cristo.
Sacerdoti santi ne incontro molti, ma sono soggetti a censure e sono spesso perseguitati dalla chiesa tollerante e inclusiva. C’è bisogno di pastori, non di burocrati.
Silvio Pasquato
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