Che l’algoritmo sia con voi! La prima enciclica di Leone XIV e le priorità della Chiesa

Le chiese (tranne quelle in cui si celebra il rito antico) si svuotano, i fedeli latitano, i movimenti religiosi agonizzano, la Chiesa perde credibilità, la gente ha dimenticato i dieci comandamenti, le eresie dilagano, i cattolici in molte parti del mondo sono perseguitati, la fede nella Presenza Reale è un ricordo sempre più lontano, e il papa che fa? Dedica la sua prima enciclica all’intelligenza artificiale. Libero il papa di dedicarsi a ciò che vuole, ci mancherebbe. Ma siamo sicuri che, dal punto di vista della Chiesa cattolica, oggi, l’intelligenza artificiale sia una priorità?

Chiaro che il problema esiste e che una parola del papa in proposito potrà aiutare la comprensione del fenomeno. Ma il vicario di Cristo, dopo tutto, non dovrebbe avere a cuore, specie in questo momento, altre questioncelle? Tipo quali? Beh, direi per esempio la crisi delle vocazioni, l’esaurimento della vita religiosa, il calo progressivo della partecipazione alla santa messa, la fine dell’idea che solo nella Chiesa cattolica vi sia la salvezza.

E vogliamo parlare dei rapporti interni, fra cattolici? La divisione è totale e le fratture sempre più profonde, tanto che tra fratelli nella fede può succedere di non capirsi più. Eppure il papa si occupa di intelligenza artificiale. Pensa forse che attraverso un sistema informatico sarà possibile tornare a parlarsi e a comprendersi? O ha forse trovato l’algoritmo che risponde a tutti i problemi?

L’enciclica è stata firmata dal papa nel 135° anniversario della “Rerum novarum” di Leone XIII, e tutti a commentare: vedete il chiarissimo il collegamento tra il documento che fondò la dottrina sociale della Chiesa e quello che dovrebbe fondarne la dottrina in campo tecnologico. Sì, ma ci sarebbe un piccolo dettaglio da non sottovalutare. La “Rerum novarum” non fu la prima delle ottantasei encicliche di Leone XIII, bensì la quattordicesima. E di quali argomenti si occupò papa Pecci  prima di arrivare a quattrodici? Beh, cosucce come la Chiesa di Dio e la salute delle anime, i pericoli legati al diffondersi della “setta di coloro che con nomi diversi e quasi barbari si chiamano Socialisti, Comunisti e Nichilisti”, la “conoscenza più accurata e più ampia delle cose che si credono”, la “comprensione più limpida dei misteri della fede”, il matrimonio cattolico, l’evangelizzazione delle genti slave, l’aiuto per le sacre missioni, i nemici della Chiesa in Italia, eccetera. Insomma, Leone XIII certamente rimodellò la dottrina sociale, ma prima si dedicò a consolidare le basi metafisiche, teologiche e morali della fede  Ed era un’epoca in cui le basi erano infinitamente più solide di quanto siano oggi.

Leone XIV invece dà l’impressione di partire a costruire dal tetto. Il che senz’altro gli procurerà l’applauso del mondo, ma chiediamoci: a noi cattolici davvero serve un’analisi, per quanto accurata, dell’intelligenza artificiale? Sempre più smarriti, sempre meno confermati nella fede, non avremmo forse bisogno d’altro in questa stagione tanto travagliata e dopo un pontificato, quello bergogliano, devastante sotto il profilo dottrinale, morale e teologico?

Il 25 maggio ci sarà la presentazione, e basta scorrere l’elenco degli intervenuti per farsi venire un attacco d’orticaria. Nell’ordine: l’incredibile signor prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, Tucho Besame Mucho; il cardinale gesuita Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale nonché sodale di Bergoglio; Anna Rowlands, docente di “Teologia politica ed etica teologica delle migrazioni umane” che diede il proprio contributo come consulente di fiducia alla stesura della “Fratelli tutti” di Bergoglio; Christopher Olah, cofondatore dell’azienda di intelligenza artificiale Anthropic e rigorosamente ateo. Infine Leocadie Lushombo, docente di “Teologia politica e Pensiero sociale cattolico” presso la Jesuit School of Theology della Santa Clara University in California, studiosa nota soprattutto per aver collaborato con Bergoglio sui temi della giustizia sociale. Chiuderà gli interventi il segretario di Stato Parolin e infine Leone XIV benedirà. A quanto pare non ci saranno androidi. Ma chi può dirlo?

Ah, a proposito. Sapete che cosa diceva Philip Dick, l’autore, fra l’altro, di “Gli androidi sognano pecore elettriche?” (il romanzo che ispirò “Blade Runner”, incentrato sui confini tra umanità e intelligenza artificiale)? Diceva che “lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole”. Meditate, gente.

E che l’algoritmo sia con voi!

Immagine da churchpop.com

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