(A)sessualità e poliamore. In parrocchia. Ma perché?

Il manifesto che vedete nell’immagine, e spero si legga bene, presenta un’iniziativa che si è svolta a Genova il 17 maggio scorso a cura dell’Arcigay. Tema: “(A)sessualità. Pomeriggio di discussione su esperienze, desiderio e identità nella sessualità, comprese le prospettive dello spettro asessuale”. E poi più nello specifico si dice che tra gli argomenti da trattare era possibile scegliere anche tra “autoerotismo, naturismo, nudismo, sesso di gruppo e kink&bdsm”.

E dove rivolgersi eventualmente per informazioni? A poliamoreliguria.

Ora, io sono un vecchio cresciuto in un mondo in cui c’era la sessualità (forse anche troppa) e non si poteva immaginare niente di simile all’(a)sessualità. Capirete quindi perché, per uno come me, lo spettro (a)sessuale non è altro che una roba tipo un fantasma. E che dire del kink&bdsm? Non avendone mai sentito parlare, sono andato a cercare in internet e non ci ho capito niente. Anzi, una cosa l’ho capita: è una serie di schifezze complicate.

Non ho dunque le carte in regola per parlare di queste cose, e non ne parlerò. Però vorrei sottoporre alla vostra attenzione una circostanza. E cioè che il manifesto di cui sopra è stato trovato, e fotografato, da un nostro lettore sulla porta della sala giochi di una parrocchia. Nello specifico, la parrocchia San Bernardino di Genova. E quindi mi chiedo: perché? Perché un tale manifesto in una parrocchia?

Che l’Arcigay si dedichi alle sue cose, comprese quelle per me più astruse, non mi stupisce e non lo contesto. Che ci sia un sito e un’organizzazione che si chiama Poliamore non mi stupisce e non ci perdo il sonno. Ma che tutta sta roba venga sottoposta all’attenzione dei giovani che frequentano la sala giochi di una parrocchia cattolica, francamente, mi lascia perplesso assai.

Ai miei tempi (ve l’ho detto: sono vecchio) alle porte e ai muri dei nostri oratori venivano appese immagini di don Bosco e san Domenico Savio. C’era il Crocifisso, c’erano le immagini di Maria e, al più, il tabellone con il calendario delle partite di calcio e di pallacanestro. Adesso invece ecco il poliamore, il nudismo, l’autoerotismo, l’(a)sessualità, il kink&bdsm (?), il sesso di gruppo, l’Arcigay e compagnia cantante. Ma perché?

Un altro nostro lettore mi ha fatto notare che il consiglio generale dell’Agesci, la principale associazione di scout cattolici in Italia, giorni fa ha votato il primo documento ufficiale in cui stabilisce che l’orientamento sessuale e l’identità di genere non devono costituire criteri di esclusione per la selezione dei capi, cioè gli scout maggiorenni che gestiscono i gruppi di ragazzi e ragazze dagli otto anni in su. Se ho capito bene, il documento nasce da un altro testo elaborato l’anno scorso, e in tutto fanno centinaia di pagine. Mi chiedo chi le leggerà, ma soprattutto mi stupisce una tale attenzione per questo tema da parte di un’organizzazione che fino a prova contraria dovrebbe essere di ispirazione cattolica.

Ma ve l’ho detto e ridetto: sono vecchio. Sposato da quarantadue anni con una donna (una sola, come mi succede di dover specificare) che se le avessi mai parlato di poliamore mi avrebbe dato una padellata sulla capoccia. Sono anche padre di sei figli e nonno di sei nipoti. E non sono mai stato scout. Quindi meglio che taccia. Che poi sennò lo spettro (a)sessuale viene a prendermi e mi porta all’Arcigay!

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