Grosseto / Alla toilette ammessi undici generi diversi. Compreso Batman

di Vincenzo Rizza

Caro Aldo Maria,

dopo anni di lotta al crimine, Batman ha avuto finalmente il suo doveroso riconoscimento dalla comunità italiana e all’Its Eat, istituto tecnologico superiore dedicato a enogastronomia, accoglienza e turismo ospitato nell’ex centro per l’impiego alla Cittadella dello studente, sulle porte dei servizi igienici è comparso anche il suo simbolo

Bagni woke con alieni e sirene: esplode la polemica in una scuola a Grosseto – il Giornale

Certo, non sarà forse agevole per l’Uomo Pipistrello recarsi da Gotham City a Grosseto per espletare le proprie funzioni fisiologiche, ma se vi dovesse essere un guasto al bagno della batcaverna, il batvespasiano della città toscana è pur sempre un’opportunità.

La meritoria decisione della scuola è stata accolta con soddisfazione dai paladini dell’inclusività, anche se ha generato qualche perplessità.

Innanzitutto perché sulla porta del bagno sono rappresentati ben undici pittogrammi che raffigurano, nell’ordine: un disabile, un robot, Batman, una donna incinta, un uomo, una donna, la sirenetta, un asceta, un uomo con il cappello, un alieno, una figura con gonna e pantaloni.

Non è dato sapere quale sia il criterio per cui il simbolo della disabilità preceda Batman e soprattutto quello dell’uomo preceda quello della donna e se la sequenza indichi eventualmente l’ordine di priorità nell’accesso al bagno.

La selezione iconografica ha inoltre provocato un certo malumore nel mondo dei supereroi: Superman e Flash – i soli che, in fondo, potrebbero davvero beneficiarne, considerata la loro proverbiale velocità – ma anche l’Uomo Ragno, nonché Paperinik e Superpippo, hanno manifestato vivo disappunto per la mancata inclusione tra gli aventi titolo all’uso della toilette.

Le discriminazioni, tuttavia, non finiscono qui. Il granchio Sebastian ha protestato per essere stato escluso. Non meno indignate le rimostranze dell’Orso Balù, degli Aristogatti, di Topolino e di Paperon de’ Paperoni. Soprattutto quest’ultimo, che per ragioni di età ha evidentemente più bisogno degli altri di utilizzare frequentemente la toilette, ha già minacciato, a costo di dimezzare le riserve del suo deposito, di comprare la scuola e, già che c’è, tutta la Toscana.

Fuor di “metafa”, come avrebbe detto Rokko Smithersons (personaggio interpretato da Corrado Guzzanti), la grottesca scelta della scuola, lungi dal dimostrare vicinanza al diverso, dimostra solo quanto i richiamati paladini dell’inclusività più che includere escludano.

Escludono innanzitutto proprio coloro che, a parole, pretendono di tutelare, banalizzandone la condizione e trasformandoli in fenomeni da baraccone da esibire nel circo Barnum del politicamente corretto. Non più persone, ma caricature. Così si include tutto tranne il buon senso, e nel bagno dell’umanità postmoderna entrano Batman, alieni e sirene: resta fuori solo l’uomo reale.

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