La banana di Cattelan (rimangiata) e il rispetto perduto (da tempo)

di Vincenzo Rizza

Caro Aldo Maria,

ci risiamo: qualche buontempone ha nuovamente deciso di papparsi la banana di Cattelan, religiosamente custodita al Centre Pompidou-Metz

Non stupisce più il gesto, ormai ripetuto da tanti “morti di fama” che da Miami a Metz decidono di sfamarsi con il prezioso frutto. Stupisce la ferma reazione del museo, che ha sporto denuncia contro ignoti perché il furto “danneggia il rispetto dovuto alle opere esposte”.

E così, mentre Cattelan, giustamente, se la ride sotto i baffi per l’ennesimo evento che rafforza la notorietà di un’“opera” a suo modo geniale con cui, nel prendere per fessi galleristi, collezionisti e visitatori, continua a dimostrare come sia possibile trasformare una presa in giro in un investimento finanziario, la polizia francese è al lavoro per scoprire il colpevole di cotanto misfatto.

Peccato che il valore dell’“opera” non consista, come riferito anche dai responsabili del museo francese, nella sua materiale composizione ma nel certificato di autenticità e nel protocollo che ne regola l’esposizione. La banana, infatti, per evidenti ragioni organiche, deve essere regolarmente sostituita ogni tre giorni seguendo le precise indicazioni dell’artista.

Di cosa è davvero responsabile, quindi, l’ignoto ingordo divoratore di quella che alcuni definiscono mela del paradiso? Forse di aver rubato un frutto che si può trovare al mercato per un paio di euro al chilo?

Nulla al confronto delle responsabilità di chi ha deciso di esporre l’“opera”, danneggiando “il rispetto dovuto ai visitatori”. In realtà, a ben vedere e a parziale difesa di quei responsabili, se i visitatori sono disposti a pagare un biglietto per vedere una banana appesa a un muro e se i collezionisti sono disposti a spendere milioni per accaparrarsi il capolavoro, forse il rispetto è stato da tempo dimenticato e quindi tutti assolti.

Tranne il richiamato mangione, naturalmente, che una volta identificato e tradotto nelle patrie galere, memore di Jonny Stecchino, potrà finalmente porre alla giustizia francese l’unica domanda davvero rilevante in tutta questa vicenda: “Ma quanto costano le banane a Metz?”.

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