Testimonianza / Sono andata al pellegrinaggio da Chartres a Parigi e posso dirlo: “La FSSPX è tutt’altro che scismatica”
di Marie Lacroix
A poche settimane ormai dalla consacrazione dei nuovi vescovi, prevista per il 1° luglio, la Fraternità sacerdotale San Pio X è sempre al centro dell’attenzione per la possibile accusa di essere “scismatica”. Ma lo è davvero?
Per rendermi conto di persona, ho deciso di intraprendere il loro famoso pellegrinaggio da Chartres a Parigi.
Sabato mattina, alle 6:30, davanti alla cattedrale di Chartres sé già radunata una folla. Le persone trasportano enormi zaini contenenti tutto il necessario per dormire all’aperto, mangiare e curare vesciche e scottature per i prossimi tre giorni.
Gli organizzatori prevedono oltre seimila pellegrini quest’anno e l’entusiasmo intorno a me è palpabile. Sento parlare tedesco, inglese e francese da giovani pellegrini, provenienti da tutto il mondo, che sventolano stendardi dei loro santi patroni e bandiere vaticane.
Dopo una bellissima santa messa in rito tradizionale celebrata di fronte alla cattedrale (e durante la quale, al Canone, preghiamo per il papa), gli organizzatori del pellegrinaggio annunciano l’ordine di partenza. Prendiamo i nostri stendardi, pronti per la prima giornata di cammino sotto il caldo torrido. Lasciamo Chartres percorrendo le sue vie tranquille, cantando inni alla Madonna.
Ogni poche ore, ci viene concesso il lusso di poterci sedere in un campo per riposare, e lungo il percorso incontriamo dei volontari che ci incoraggiano e ci offrono bottiglie d’acqua.
Passano le ore. Camminiamo, beviamo acqua, preghiamo, cantiamo, parliamo e ci sosteniamo a vicenda, anche tra perfetti sconosciuti.
Il sole si fa sempre più caldo e la stanchezza comincia a farsi sentire. Accanto a me sento un altro pellegrino incoraggiare il fratellino ricordandogli le sofferenze di Gesù sulla croce. Vedo giovani scout che camminano con le loro truppe, sventolando con orgoglio gli stendardi senza lamentarsi minimamente del dolore ai piedi.
Durante ogni pausa della giornata, medici e infermieri volontari, e persino suore in abito liturgico, si prendono cura dei pellegrini. Sacerdoti in tonaca camminano con noi, offrendo incoraggiamento e confessando.
Quando arriviamo al campeggio, sono completamente esausta. Trovo la mia tenda e mi addormento in fretta.
I due giorni successivi seguono un programma simile. Noi pellegrini ci alziamo presto, prendiamo le nostre cose e ripartiamo. Ogni passo faticoso ci avvicina a Parigi.
Nella domenica di Pentecoste, il vescovo Bernard Fellay, uno degli ultimi vescovi ancora in vita consacrati da monsignor Marcel Lefebvre, celebra una bellissima messa pontificale solenne in un campo abbastanza grande da accogliere migliaia di pellegrini e i numerosi visitatori che si sono uniti a noi.
Mi avvicino a uno dei tanti sacerdoti dislocati nel campo e chiedo di confessarmi. Lui sorride e dice: “È per questo che siamo qui”. Dopodiché torno a inginocchiarmi al mio posto, un punto fangoso nel campo ricoperto di erba tagliata alla rinfusa e menta selvatica, e i miei occhi si riempiono di lacrime per la pura bellezza della liturgia e del coro angelico.
Il giorno seguente, entriamo trionfalmente a Parigi, dimenticando la stanchezza accumulata nella gioia di aver camminato e sofferto sotto la bandiera di Cristo Re.
Molti cattolici sono stati ingannati riguardo alla Fraternità sacerdotale San Pio X. Lo so, perché anch’io ero tra questi. Abbiamo sentito di tutto. Ci hanno detto che la Fraternità è scismatica ed eretica e che il suo fondatore ha deliberatamente sfidato Roma per creare la propria chiesa e seguire le proprie regole.
Ma partecipare al pellegrinaggio ha distrutto ogni menzogna che ci è stata raccontata.
Del resto, se la FSSPX e il suo fondatore volessero davvero separarsi dalla Chiesa cattolica, perché pregherebbero per Leone XIV durante il Canone della messa? Perché avrebbero esposto la bandiera vaticana, compiuto pellegrinaggi a Roma e riaffermato la loro fedeltà al cattolicesimo romano?
Tutte queste azioni indicano non ribellione, ma fedeltà alla Tradizione in un momento di crisi.
Il tema del pellegrinaggio di quest’anno era la necessità delle vocazioni. Il messaggio era improntato all’urgenza e sottolineava la ragione per cui la FSSPX consacra nuovi vescovi: senza vescovi non ci sarebbero sacerdoti. E senza sacerdoti non ci sarebbero i sacramenti.
Nonostante le dure critiche provenienti da ogni parte, persino da vescovi cattolici, i sacerdoti e i vescovi della Fraternità sacerdotale San Pio X che ho ascoltato hanno sempre parlato con carità della gerarchia della Chiesa (pur condannando, come è loro dovere, gli errori dottrinali).
Torno dal mio primo pellegrinaggio con la Fraternità sacerdotale San Pio X convinta che la loro missione sia, e sia sempre stata, la stessa: assicurare la sopravvivenza della Chiesa cattolica fondata da Gesù Cristo e condurre le anime a Dio attraverso la liturgia tradizionale.
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