Opinione / Scegliere tra Roma e la FSSPX? Grave che un figlio sia messo di fronte a questo aut aut
di Fabio Sansonna
Caro Valli,
a mio parere il fatto di essere giunti al punto di dover rispondere alla domanda “con Roma o con la FSSPX”, vero e proprio aut aut, è qualcosa di inquietante.
Un vero cattolico vuole entrambe le cose. Specie se anziano, un vero cattolico non può non provare gratitudine per l’insegnamento ricevuto in epoca preconciliare, né può desiderare di staccarsi come tralcio dalla
vite che è la Chiesa, pena finire secco e inutile.
Io voglio tenere insieme i due elementi perché entrambi fanno parte della mia persona.
Tanti sono cresciuti in un clima in cui andare alla santa messa tradizionale e obbedire al papa erano un tutt’uno, e ancora oggi la loro coscienza esige il rispetto di entrambi gli elementi.
Non voglio entrare nelle questioni teologico-liturgiche già fin troppo dibattute. Faccio un discorso umano, direi affettivo, che riguarda l’integrità interiore della persona, cosa di cui, a quanto pare, nessuno si preoccupa.
Quando due genitori si dividono, ai figli viene chiesto con chi vogliono andare a vivere, caricandoli così di un peso orribile e disumano, perché un figlio nella maggior parte dei casi vorrebbe continuare a stare con entrambi.
Papa Francesco disse una volta che in una separazione chi paga sono i figli. Ecco, lo stesso vale nella Chiesa.
L’integrità dei figli esige il rispetto di tanti fattori che non possono essere separati. E un figlio non è definito solo dal fatto che in certe occasioni deve obbedire al padre, ma da mille altri fattori quotidiani che trova nella sua famiglia, anche se forse il padre se ne è dimenticato o magari oggi li disprezza.
L’essere cattolico, il vivere la fede, non può essere ridotto alla mera obbedienza formale al papa solo perché lui è il papa. Sarebbe come dire che il figlio deve obbedire al padre perché lui è un alto dirigente d’azienda mentre la mamma è una casalinga. No, non funziona così. Per il figlio, il ruolo sociale e il prestigio professionale dei genitori non contano. Ogni figlio ha in sé il padre e la madre e nessuno dovrebbe chiedergli di scegliere fra l’uno e l’altra.
Che la Chiesa tutta, dal papa alla FSSPX, non si preoccupi delle ferite inferte ai suoi figli quando li mette di fronte a certi aut aut è per me molto grave.



