Cronache dell’altro mondo / La messa pro etero dell’arcivescovo Delponi

Ha destato scalpore a Milano, ma non solo, la decisione dell’arcivescovo Delponi di andare a celebrare una messa per gli eterosessuali nella chiesa di San Carlo al Lazzaretto, dove gli eterosessuali rimasti sono soliti ritrovarsi per celebrazioni semiclandestine (vetus ordo, come le chiamano loro ricorrendo a un oscuro linguaggio iniziatico).

Accettando a sorpresa l’invito di una sedicente associazione “cattolica” di eterosessuali (pure di tendenze tradizionaliste), Delponi si è presentato in chiesa e ha celebrato la messa in segno di apertura verso questi fratelli, perché la Chiesa Sinodale Umanista, ha spiegato, non esclude (quasi) nessuno.

Ulteriore stupore è stato suscitato dal fatto che l’arcivescovo con la celebrazione ha inteso ricordare che il mese di giugno molto tempo fa era dedicato al Sacro Cuore, quando sappiamo che per la Chiesa Sinodale Umanista il mese di giugno è ormai stabilmente consacrato all’orgoglio omosessuale.

La messa, come detto, si è tenuta nella chiesa di San Carlo al Lazzaretto (definito “luogo simbolo della comunità etero), in quella solennità del Sacro Cuore di Gesù che molti anni fa, quando la Chiesa Sinodale Umanista non aveva ancora completato il percorso di affermazione di genere, era associata alla devozione, alla riparazione e alla fedeltà a Cristo.

La scelta di far coincidere la messa etero con le attività legate al Milan Etero Pride non è stata, evidentemente, casuale. L’incontro è stato organizzato da un gruppo che, nonostante i divieti delle autorità civili e religiose, raccoglie i cattolici che si identificano come eterosessuali. E le cronache dicono che nell’omelia l’arcivescovo ha citato le Scritture per sottolineare che l’amore di Dio è universale e non conosce barriere di orientamento e identità.

Un inatteso segnale di “apertura”, ha scritto la stampa. Mentre la curia ambrosiana in un comunicato ha sostenuto che un pastore, dopo tutto, sebbene il suo compito non sia più, come accadeva nei tempi bui, quello di mettere in guardia dal peccato e confermare i fratelli nella fede, non dovrebbe dimenticare i più emarginati.

Un partecipante ha pubblicato sui social fotografie di una maglietta, indossata durante la messa, con un’immagine del Sacro Cuore di Gesù incoronato di spine e l’antico slogan “Abbi pietà di noi poveri peccatori”. La stessa persona ha poi affermato di aver ripetuto lo slogan mentre riceveva la comunione in ginocchio e sulla bocca. E il vescovo non si è opposto!

Pare che la messa etero di Milano non sia stata l’unica iniziativa pro etero in Italia. Anche in altre diocesi la Chiesa Sinodale Umanista avrebbe mostrato segnali di apertura. Sembra addirittura che a Rimini e a Chiavari siano state tolte per qualche giorno le bandiere arcobaleno che sventolano nelle chiese e ci siano progetti di incontri sull’inclusione degli eterosessuali.

Dove porteranno queste incredibili novità?

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