Lettera / “Avvenire”: due pesi e due misure?
Caro Valli,
le giunga, anzitutto, il mio più vivo apprezzamento sia per il ricordo del cardinale Camillo Ruini [qui] sia per il distopico e sarcastico articolo su Delpini/Delponi [qui]. Il grande Camillo e l’improponibile arcivescovo metropolita di Milano: un confronto impossibile.
Ma ciò di cui le voglio parlare è l’informazione di “Avvenire”.
Nelle ultime ventiquattr’ore abbiamo avuto a che fare con due avvenimenti che la versione online del foglio Cei ha affrontato in modo diversissimo.
1) Il Lussemburgo ha inserito nella propria Costituzione il diritto ad abortire.
2) Il Parlamento europeo ha approvato la nuova normativa sui rimpatri dei clandestini (fortemente voluta dai partiti di centro-destra) con, finalmente, una decisa inversione di tendenza rispetto al lassismo finora imperante.
Ebbene, prendo atto che per “Avvenire” la decisione lussemburghese può essere derubricata come normale fatto legislativo da commentare freddamente come un qualsiasi pronunciamento politico di una nazione: meno di trenta righe di anonimo resoconto. Invece, la notizia della decisione Ue sui clandestini (ripeto: clandestini) sta meritando un titolo e un articolo, a tutta pagina, nel quale si dà conto dell’indignazione espressa dall’intera Commissione delle Conferenze episcopali in Europa (Comece) e dalle organizzazioni fiancheggiatrici della neo-chiesa (Caritas, Migrantes, ong varie).
Di fronte a tale modo di fare informazione non posso che ribadire la mia totale estraneità rispetto a quello che fu il giornale cattolico e a una Chiesa che di cattolico mantiene solo il nome.
Lettera firmata



