Lettera / Perché la “Chiesa del dialogo” chiude la porta solo alla FSSPX?
di Claudia Regnani
Caro Valli,
le confido alcuni pensieri sull’atteggiamento del papa e del Vaticano nei confronti della FSSPX.
Come si può chiedere con insistenza (e giustamente, direi) ai capi di Stato di non mettersi subito in contrapposizione, ma di confrontarsi e dialogare per giungere a un accordo, se poi non si è capaci di applicare tale metodo in casa propria?
È da agosto dello scorso anno che il superiore della FSSPX ha chiesto un’udienza con Leone XIV. Nessuna risposta. Dopo alcuni mesi ha ritentato. Di nuovo nessuna risposta. Solo a febbraio gli è stato concesso un colloquio con il cardinale Fernández e, nonostante la speranza non sia morta, che io sappia, da altri non ha ricevuto nessun invito a un confronto.
Forse si pensa che ignorare una realtà sia un modo per indebolirla o estinguerla? Chissà.
Ricordo ciò che successe lo scorso anno in occasione del giubileo. In un primo tempo il pellegrinaggio della FSSPX venne incluso nel calendario ufficiale, ma pochi giorni dopo sparì e non è mai più ricomparso.
Chi invece comparve e rimase nel calendario dei pellegrinaggi furono i gruppi LGBTQ, e sappiamo bene, purtroppo, come si presentarono. Non solo: qualche religioso e prelato loro vicino venne ricevuto in udienza dal papa.
Recentemente il cardinale Parolin, interrogato in merito al percorso sinodale tedesco, ha risposto che la Chiesa non scomunica, piuttosto si confronta e cerca una soluzione. Ma per la FSSPX la porta resta chiusa. Ritorna quindi la domanda di prima: come si può chiedere ai capi politici, anche non cristiani e non credenti, di incontrarsi e cercare di capirsi, se si rifiuta il confronto in casa propria?
La colpa è sempre e solo della FSSPX? O forse tutto è molto semplice e chiaro? Più chiaro di quanto vogliamo ammettere?
Per un cattolico che voglia conservare la propria fede questa situazione è motivo di dolore e tristezza. Dolore che nel mio caso non di rado si accompagna a stanchezza. Della quale chiedo perdono a Dio: se mi ha fatto vivere in questo tempo, evidentemente vuole che io lo serva in mezzo all’attuale battaglia.
Sursum corda!
Claudia Regnani



