“Tutti saranno salvati” diceva l’attuale custode della Fede
di Radical Fidelity
Ogni giorno si accumulano nuovi motivi che mi spingono a continuare a salire sul mio piccolo pulpito, avvertendo tutti di fuggire dalla Chiesa sinodale e dalla religione immonda che essa rappresenta e promuove.
Il Vaticano continua la sua epurazione di coloro che si sono resi conto che la Chiesa sinodale è nemica di Cristo e del Cattolicesimo. Prima sono giunte notizie secondo cui Roma potrebbe designare come scismatici anche i comuni fedeli cattolici che frequentano le messe della Fraternità sacerdotale San Pio X, e il 24 giugno il Dicastero per la dottrina della fede ha annunciato la dimissione dallo stato clericale di padre Francisco José Vegara Cerezo. Il sacerdote, appartenente alla diocesi di Orihuela-Alicante, nel Sud-Est della Spagna, era stato sottoposto a un procedimento disciplinare avviato nel 2024 dopo che aveva pubblicamente (e correttamente) affermato che papa Francesco era colpevole di eresia e averne respinto la legittimità come pontefice. La diocesi di Orihuela-Alicante ha confermato l’esito del processo alla testata locale “Religión confidencial”.
Ma è qui che la storia si fa interessante e bizzarra. Il giorno successivo, sui media è apparso un articolo teologico scritto nel 1995 dal pornocardinale Víctor Manuel Fernández, che attualmente ricopre la carica di prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, l’ufficio vaticano responsabile della promozione e della salvaguardia della dottrina cattolica.
L’articolo, scritto trent’anni fa e intitolato “Romani 9-11: grazia e predestinazione”, esaminava l’insegnamento di san Paolo sull’elezione, la grazia e la salvezza nella Lettera ai Romani.
Le prove schiaccianti emergono nella dichiarazione conclusiva di Fernández: “Credo fermamente che tutti saranno salvati; una convinzione che non si basa su un pio desiderio, né sulla mia compassione per gli uomini, ma su ciò che so di Dio e dei suoi piani concreti grazie alla sua Rivelazione”.
Che Fernández abbia sostenuto questa tesi non sorprende affatto, visto che stiamo parlando del braccio destro di due dei più grandi eretici della storia della Chiesa, Bergoglio e Prevost, ma resta comunque sconvolgente che oggi sia proprio quest’uomo a decidere chi può essere cattolico e chi no.
La Chiesa cattolica insegna che Dio desidera la salvezza di tutti gli uomini e offre a tutti la grazia sufficiente per la salvezza. Allo stesso tempo, la Chiesa insegna la realtà dell’inferno e la possibilità della separazione eterna da Dio per coloro che rifiutano liberamente la grazia e muoiono senza pentimento.
I catechismi della Chiesa cattolica insegnano che Dio non predestina nessuno all’inferno, ma affermano anche l’esistenza della punizione eterna e la necessità della conversione e della perseveranza nella grazia.
Nel suo articolo, Fernández ha sostenuto che i capitoli dal 9 all’11 della Lettera ai Romani dovrebbero essere interpretati in modo da modificare o riconsiderare alcuni aspetti della tradizionale concezione teologica della predestinazione, in particolare quella sviluppata da sant’Agostino.
L’insegnamento di Agostino sulla grazia esercitò una grande influenza sulla successiva teologia cattolica e si rifletté negli insegnamenti del secondo Concilio di Orange del 529. Influenzò inoltre la teologia di san Tommaso d’Aquino e dei successivi autori scolastici.
Fernández attribuisce chiaramente maggiore importanza alla misericordia divina rispetto all’insegnamento cattolico tradizionale sul giudizio, la riprovazione e la punizione eterna.
Alcuni commentatori si sono chiesti se le opinioni espresse nell’articolo siano ancora quelle del cardinale Fernández di oggi e, in caso affermativo, come si rapportino alla dottrina tradizionale della Chiesa su grazia, predestinazione, giudizio e salvezza. Ma qui a Radical Fidelity, dove Dio ci ha donato i cinque sensi e una sana intelligenza, possiamo rispondere a questa domanda: le sue azioni ci dicono che egli continua a sostenere posizioni eretiche come queste, e anche peggiori.
Oltre a essere tragicamente ridicola, questa affermazione tratta dal saggio “teologico” del 1995 del “Pornografo in Capo” si fa beffe di Cristo e della sua Passione.
Il pervertito Tucho deve spiegarci: se la sua affermazione è vera, perché Cristo ha dovuto morire per i nostri peccati?
Come in una fantasia surrealista, Fernández ora detiene la più alta carica dottrinale della Chiesa dopo il “papa”. Come ho già detto, l’intero circo sinodale è talmente ridicolo e illegittimo che, se dovessi proporlo a un editore come romanzo, verrebbe rifiutato perché totalmente inverosimile.
Eppure, vogliono insultare l’intelligenza dei fedeli pretendendo che crediamo che questi pagliacci rappresentino la Chiesa cattolica e la sua gerarchia.



