La lettera di Leone XIV alla FSSPX / Altre vostre reazioni

Caro Valli,

Leone XIV scrive alla FSSPX: “La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato”.

Ma allora perché non dà loro il permesso?

Quanta ipocrisia!

Vedo che i conservatori plaudono alla “magnanima paternità” di Leone che quei presuntuosi cattivoni scismatici si rifiuteranno di accogliere.

Posso dire, che se il ridicolo uccidesse, avremmo dei problemi a portar via tutti i cadaveri.

Daniela Janni

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Caro Valli,

questi sinodali ascoltano con un solo orecchio. Quando mai papa Francesco ha pensato di rispondere ai quattro cardinali dei dubia? Quando mai papa Leone ha trovato tempo per concedere un’udienza personale a monsignor Viganò o a don Pagliarani? Il Buon Pastore non dovrebbe andare alla ricerca delle pecore smarrite?

L’appello dell’ultima ora non credo proprio che potrà funzionare. Purtroppo.

La nuova chiesa che cerca un cambio nell’approccio pastorale non dovrebbe manifestarsi anche nei confronti dei fedeli tradizionalisti che, a loro dire, sbagliano?

Paolo Azzaroli

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Caro Valli,

la lettera del papa ha il sapore di un ultimatum. Sono intercorsi sei mesi tra la richiesta della Fraternità di un incontro chiarificatore e questa lettera, sei mesi di assoluto silenzio e di minacce velate da parte del Vaticano. Sei mesi di critiche e ipotesi e pareri più o meno esperti piovuti sui cattolici attoniti e addolorati.

Ora si chiede l’altolà, sebbene con affetto paterno, alla vigilia di un rito solenne, di un atto che richiede accurata preparazione spirituale e materiale. Ora che tutto è pronto e gli animi sono protesi al grande passo, accada quel che accada, si implora un confronto che si immagina proficuo.

Che razza di cinico gioco è?

Domenica Gattaino

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Caro Valli,

chi si professa cattolico tradizionale, stando a ciò che professa e intende con tale termine, dovrebbe praticare tutto ciò che era in vigore fino a prima delle riforme post-conciliari. Mi riferisco alla reazione di Fabio Battiston [qui] che lei ha pubblicato. In tutta franchezza, chi si rivolge in modo così irriverente verso il Santo Padre non è affatto un buon cattolico, un cattolico tradizionale.

Se non si è capaci di distinguere la persona privata del Pontefice (di cui a volte non tutto può piacerci) dalla sua autorità e dignità (che vanno sempre onorate) di certo non ci si trova meglio dei modernisti.

Fabio Battiston dovrà rendere conto a Dio delle sue gravi irriverenze verso il Sommo Pontefice, e anche lei stia attento a pubblicare certe cose.

Invito a leggere cosa dice Dio a santa Caterina da Siena (nel “Dialogo della Divina Provvidenza”) circa coloro che mancano di rispetto ai vescovi e sacerdoti che Dio stesso chiama demoni. Dio ripete moltissime volte che nessuno deve permettersi di giudicarli e punirli e che tutti debbono rispettare tali vescovi perché sono rappresentanti di Dio, Dio è presente in essi.

Ripeto: Fabio Battiston e chi pensa e agisce come lui non sono affatto cattolici e sono la vergogna del cosiddetto mondo tradizionale. Da costoro bisogna stare alla larga.

Anche monsignor Viganò che fa il defensor fidei e non vuole riconoscere che tale atto è in sé un atto scismatico, si discosta dalla tradizione come vi si è discostato quando ha osato sostenere che papa Francesco non era papa e poi, scrivendo una supplica a Leone XIV, invece di menzionare questa sua grave colpa (che da sola era meritevole della scomunica che gli è stata conferita), ha parlato solo di dubbi. Non sembra dunque essere neppure lui il massimo di sana dottrina e di onestà come neppure la FSSPX è immacolata circa la purezza di dottrina e l’onestà.

Come vede, se si vuol fare a gara di chi è più puro siamo tutti sconfitti in partenza perché nessuno di noi lo è ma solo la Chiesa, e di Chiesa ce n’è solo una, fuori della quale, come tanto amano ripetere monsignor Viganò e i lefebvriani, non c’è salvezza.

Dove vogliono dunque andare tutti questi soggetti con le loro scelte estreme?

Nel cuore della Madre

padre Nazzareno Maria

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Caro Aldo Maria,

il 29 giugno sono stato a Napoli per un pellegrinaggio sulle orme di don Dolindo Ruotolo, e queste sono le sue parole riportate sulla tomba nella chiesa di San Giuseppe e Madonna di Lourdes: “Mi lasciasti come mutilato nel mio sacerdozio, o santa Chiesa di Dio, potato dalla tribolazione; ma nessuno mai poté distaccarmi da te… E il mio sacerdozio fiorì proprio nell’umiliazione terribile e come edera dalle cento radici s’avvinghiò al tuo Sacerdozio eterno, o Gesù”.

Uno stimato sacerdote, che tu conosci bene anche personalmente, disse una volta che nella storia della Chiesa gli scismi non hanno mai portato niente di buono.

Per molte ragioni sostanziali sono d’accordo con le istanze della FSSPX, ma finché i pastori di questa chiesa sinodalista non cambiano formalmente i principi fondamentali della fede cattolica, il Credo, i sacramenti, beh allora sono con don Dolindo!

Avrei da aggiungere altro per argomentare, ma voglio essere sintetico (chi è breve e bravo) e finire dicendo che paradossalmente sono i perseguitati e i martiri gli araldi della santità, pur nel loro sofferente tacere, e spesso la stessa Chiesa è tornata sui suoi passi e ha ristabilito la verità cattolica.

Ciro Patitucci

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Cher Aldo Maria Valli,

dans la suite de votre questionnement… Il est évident qu’ils sont bien plus nombreux que ne le croit Robert Prévost (surnommé ”Bob de Chicago”) à désavouer son comportement manifestement pas catholique.

Une lettre deux jours seulement avant la consécration alors que cette date est annoncée depuis plusieurs mois! Quelle hypocrisie!

Le problème ce n’est pas la FSSPX, c’est Léon qui ne veut pas que quatre bons prêtres deviennent quatre bons évêques.

Le problème c’est que Léon ne veut que des évêques homophiles qui l’écoutent, l’applaudissent et le suivent.

On a bien du mal à croire en la droiture de l’intention et de l’objectif poursuivi par sa lettre dès lors que Traditionis Custodes reste fermement en vigueur.

En quoi donc cela pourrait-il faire obstacle à la Sainte Église catholique que quatre bons prêtres deviennent quatre bons évêques? On ne comprend pas le refus obstiné de Prévost qui montre bien ainsi sa face cachée. Mais c’est certainement une question de légitimité de son pontificat.

Dans l’apocalypse – chapitre 13/12-17, la ”Bête surgie de la terre” n’est pas du tout une description de la petite FSSPX mais certainement celle de la franc-maçonnerie ecclésiastique qui s’est infiltrée au sein de la grande Sainte Église du Seigneur Jésus-Christ et de laquelle devait sortir le ”faux prophète ”. Et ”l’image animée en l’honneur de la première Bête” n’est pas non plus une description de la FSSPX mais celle d’une fausse Église et d’un faux christianisme mis en place par le faux prophète avec la complicité de cardinaux et d’évêques qui ont trahis la Sainte Église de Notre Seigneur Jésus-Christ.

Comprenons bien que ce n’est pas du tout la FSSPX que l’apocalypse condamne mais la fausse Église du tandem Bergoglio/Prevost. Ce n’est pas la FSSPX qui est du mauvais côté de la barrière, c’est Robert Prevost.

Et ceux qui se sont vraiment intéressés à ce qui se passe réellement aujourd’hui dans l’Eglise y reconnaissent la pleine actualisation des réalités nous annoncées anticipativement par l’Évangile, l’Apocalypse, La Salette et Fatima.

Et bien sûr, ils accordent du crédit aux propos que Monseigneur Viganò tient dans son ”Homélie pour la fête des saints apôtres Pierre et Paul”.

Alors, attention! Tout cela va secouer l’Église et tous les beaux cardinaux qui l’ont abandonnée à son calvaire.

Cordiales chrétiennes salutations.

Jean-Paul Noel

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aldomariavalli@gmail.com

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