L’appello di Leone XIV alla FSSPX. Le reazioni di monsignor Viganò e di voi lettori
Nell’imminenza delle Consacrazioni episcopali di Écône, quando “omnia parata sunt ad nuptias”, giunge la la patetica comunicazione con la quale Leone ricorda alla Fraternità San Pio X che “lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità” (viene da chiedersi se sia la stessa tunica inconsutile di Bernardin e Cupich – passata allo stesso Prevost – per declassare e legittimare il crimine abominevole dell’aborto).
Nello stesso giorno in cui ha firmato questa lettera, Leone ha comunicato “in sacris” con uno scismatico, il patriarca di Costantinopoli, durante il pontificale dei santi Pietro e Paolo nella Basilica Vaticana.
Questo l’appello di Leone alla FSSPX: «Tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione.»
Quindi adesso sarebbero le Consacrazioni episcopali senza mandato a costituire un «atto scismatico», mentre tutto il resto non rappresenterebbe alcun problema, ivi compreso il rifiuto del Vaticano II e della Messa montiniana. Buono a sapersi…
Ma a quale Prevost dobbiamo credere? All’autore di questa lettera o a quello dell’intervista a Castel Gandolfo in cui ha parlato di «elementi fondamentali» del Vaticano II che non possono essere messi in discussione?
In ogni caso, Leone non vede l’ora di scomunicarci tutti!
La scomunica e la perdita di tutti i privilegi accordati da Bergoglio alla Fraternità – compresa l’approvazione delle ordinazioni diaconali e sacerdotali a prescindere dalla volontà dell’Ordinario del luogo – opereranno un provvidenziale e salutare «reset».
Anche questo, con uno sguardo soprannaturale, fa parte del disvelamento degli ultimi tempi. «Non c’è niente di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto».
Carlo Maria Viganò, arcivescovo
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Caro Aldo Maria,
senza preamboli, penso che quelle diciassette righe di Leone XIV siano: vergognose, ignobili, infami, offensive, preternaturali, insulse ma, soprattutto, cattive!
Ed ecco un mio sentito messaggio all’autore della letterina.
Ehi, yankee! Invece di scrivere missive putrescenti e sulfuree come questa, faresti senz’altro meglio a continuare ad accogliere e includere sinodalmente nella tua pericolosa chiesa tutti coloro che, certamente per te, non lacerano la Tunica inconsutile di Cristo (pederasti, transex, clandestini, infedeli di ogni religione, vescovesse d’oltremanica, neo-pagani pachamamisti, ecologisti e vaccinisti da strapazzo, pezzi di ghiaccio da benedire, catto-abortisti, eccetera).
È un immenso onore, per un peccatore ma credente nel Dio trinitario, essere scomunicato da te e dalla tua “famiglia”, capitanata dal principe delle tenebre Tucho Fernández.
In Gesù e Maria Corredentrice. Finalmente liberi!
Fabio Battiston
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Caro Valli,
posso dire quello che penso del messaggio del papa? Penso che sia arrivato fuori tempo massimo. Se davvero papa Leone avesse avuto un’autentica premura pastorale verso la Fraternità, avrebbe dovuto accordare udienza allo stesso don Pagliarani quando costui gliela aveva chiesta (come avrebbe dovuto concedere udienza a monsignor Viganò). Scrivergli solo due giorni prima delle programmate consacrazioni mi sembra una mossa velleitaria e priva di vera carità.
Un caro saluto e complimenti per il suo bellissimo blog.
Andrea Carancini
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Caro Valli,
quello del papa è un appello accorato e giusto. I superiori della Fraternità dovrebbero accoglierlo con un atto di umiltà, guardando al cuore del problema: non si riforma la Chiesa ferendo la sua unità. La rinuncia alle ordinazioni illegittime sarebbe un gesto capace di aprire una stagione nuova di riforma, di cui la Chiesa ha urgente bisogno e a cui la FSSPX potrebbe dare un contributo fondamentale.
Prego perché l’appello del papa venga accolto.
Benedetto Rocchi
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Caro Valli,
quello del papa è un appello tardivo e formale.
Vincenzo Baiocco
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Caro Valli,
sono un semplice fedele preoccupato per gli sbandamenti dei vertici della chiesa cattolica. E dispiace che in Vaticano abbiano il coraggio di parlare di scisma riguardo le consacrazioni di domani quando loro da anni hanno terremotato il Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo.
Gianni Arletti
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aldomariavalli@gmail.com
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