E gli dobbiamo obbedire?

Caro Valli,

nel suo ultimo intervento [qui] dice bene Martino Mora: “Viviamo immersi nella notte del mondo”. Sì, la notte del mondo, delle coscienze, dell’umanità che rifiuta di aggrapparsi al buon Dio e piuttosto si lascia avvinghiare dalle spire del serpente infernale ormai libero da ogni impedimento e da ogni ostacolo. Detiene il potere il demonio, in ogni ambito, in ogni settore, ma quello in cui sguazza di più e raccoglie i più alti consensi è là dove una volta trionfava il regno di Dio.

E così, sotto le spoglie di illustri castigatori, di prefetti chiamati dalla pampa sconfinata e di papi dell’ultima ora si scatena col suo odio, decretando, nei ritagli di tempo, l’inopportunità e la pericolosità dei più bei titoli della Madonna e poi trastullandosi a comminare scomuniche a chiunque gli si opponga.

Obbedienza! Obbedienza! si sente gridare dai variegati benpensanti, ma si può obbedire al demonio per non farsi scomunicare da lui? E lo si può seguire senza sentirsi il cuore in pena e straziato da mille domande? Ci ha inflitto pachamame, inchini a Lutero, statue di Budda sugli altari, benedizioni ai pervertiti, comunioni ai divorziati, abbracci alle arcivescovesse, donne manager in Vaticano, turbosinodalità, turboimmigrazionismo con attraversamento di scenografiche porte colorate della più scontata ideologia.

E gli dobbiamo obbedire?

A. S.

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