Uno spartiacque di cui avevamo bisogno

Caro Aldo Maria,

questa vicenda delle consacrazioni FSSPX e della conseguente scomunica segna lo spartiacque di cui avevamo evidentemente bisogno.

Basta leggere i commenti, i post e gli articoli provenienti dal mondo “cattolico obbediente” per rendersi conto della distanza ormai incolmabile tra noi e loro.

Certame te spiace, e molti di noi probabilmente ne soffrono, ma dobbiamo constatare la realtà e andare avanti senza voltarci indietro.

Trovo davvero inutile perdere tempo con prolisse spiegazioni e giustificazioni dell’operato della FSSPX.

Solo poco tempo fa abbiamo avuto lo scandalo di una donna, eretica, scismatica e pure travestita da prete, accolta con tutti gli onori dal Santo Padre.

Se un cattolico nel pieno delle proprie facoltà mentali accetta una cosa del genere e poi punta il dito contro la FSSPX, ebbene, noi con il suddetto cattolico non abbiamo più niente a che spartire.

Lasceremo che i morti seppelliscano i loro morti.

In cinquantasei anni la FSSPX è stata la porta attraverso la quale centinaia e centinaia di uomini hanno scelto il sacerdozio e centinaia di donne hanno scelto la vita religiosa, in un mondo di seminari e conventi vuoti.

Migliaia di famiglie si sono santificate e hanno generato tantissimi figli in società devastate dall’ inverno demografico.

Ma il Santo Padre non ha ritenuto importante concedere udienza al rappresentante di tutti questi credenti.

Evidentemente era troppo occupato a pontificare sui migranti, sull’ intelligenza artificiale e sulla pace nel mondo.

Cose che non riguardano nemmeno lontanamente i motivi della conversione mia e di milioni di altri cattolici sparsi nel mondo che hanno incontrato Cristo.

Michael

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