La messa tradizionale? Più la butti giù, più si tira su. Il caso di Charlotte
Mentre in tutto il mondo chiese e cappelle cattoliche vengono chiuse, vendute o riconvertite a causa della mancanza di fedeli e di sacerdoti, la Fraternità sacerdotale San Pio X conosce una costante espansione.
Significativo quanto sta succedendo nella diocesi di Charlotte, Stati Uniti, dove il vescovo Michael Martin ha fatto chiudere diversi centri per la messa tradizionale ma i fedeli si sono organizzati e, proprio all’indomani della condanna del Vaticano contro le consacrazioni episcopali della FSSPX, è stato concluso l’acquisto di un grande terreno destinato all’edificazione di una chiesa, di una residenza per sacerdoti e di un campus cattolico comprendente anche una scuola e un cimitero.
Dopo “Traditionis custodes”, nel 2021, nella diocesi di Charlotte le restrizioni a danno della messa tradizionale sono state particolarmente severe e i fedeli sono stati di fatto emarginati in una sola cappella periferica. Ma la risposta è stata chiara. Durante i lockdown per il Covid, quando la chiesa della FSSPX è rimasta aperta mentre le parrocchie diocesane chiudevano una dopo l’altra, il numero dei fedeli ha avuto un’impennata, tanto che oggi la cappella che un tempo accoglieva circa centocinquanta persone ne ospita cinquecento. Tutte persone in cerca di una casa spirituale,
Di qui la decisione di acquistare un terreno e di partire con la costruzione delle nuove strutture, grazie all’aiuto di tutti. La speranza dei promotori è che il campus possa diventare in futuro un priorato della FSSPX.



