Chiesa in uscita (di testa) / 3. La simil-liturgia che apre una porta

L’arcidiocesi di Monaco e Frisinga (aridaje) ha reso pubbliche fotografie di una “liturgia della Parola” (?) celebrata nella cappella sullo Zugspitze, la montagna più alta della Germania: si vedono due donne, incaricate della pastorale, dietro quello che dovrebbe essere un altare. Davanti a loro candele, pane azzimo e una ciotola d’uva. L’arcidiocesi ha tenuto a precisare che le donne hanno benedetto pane e uva e acceso una candela dedicata a Maria Maddalena. Poi pane e uva sono stati condivisi in un rituale simbolico (?).

Pane, uva, un tavolo in funzione di altare, donne in abiti simil-liturgici, lì dove di solito si trova un sacerdote. Tutto calcolato. Non c’è stata consacrazione, perché non poteva esserci, ma è stata evocata una possibilità e aperta una porta. Come dire: solo questione di tempo. Intanto il sacramento è stato ridotto a mero simbolismo. Così si forma la nuova coscienza.

L’intento dell’evento, ha spiegato la diocesi, è stato quello di onorare Maria Maddalena come vittima di secoli di “calunnie” ecclesiastiche, rendendo inutili le discussioni sugli incarichi ecclesiastici per le donne.

Insomma, Maria Maddalena arruolata per una campagna contro il sacerdozio maschile.

La cerimonia sullo Zugspitze ha fornito l’immagine necessaria: donne al centro di una pseudo-liturgia, così da abituare i fedeli a future celebrazioni al femminile.

E la gerarchia, ovviamente, tace. Lasciando così intendere che quella possibilità è ormai qualcosa di più: una legittima aspettativa.

La rubrica l’ho intitolata “Chiesa in uscita (di testa)”. Ma i rivoluzionari sono lucidissimi nel perseguire i loro obiettivi.

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