Non c’è più tempo per le finte soluzioni. Spunti per un pensiero antimoderno
di Martino Mora
Alla fine non dovremmo perdere tempo. Abbiamo o non abbiamo il coraggio di mettere in discussione i falsi dogmi su cui si fonda l’attuale contro-civiltà?
Abbiamo il coraggio di mettere in discussione il culto del benessere, il primato dell’economico, l’idolatria dell’ego, il feticismo dei diritti umani, la plutocrazia mascherata da democrazia, la libertà individuale come assenza di tutti i vincoli e i limiti, l’uguaglianza come astrazione e distruzione delle differenze? E infine ma non ultima la laicità obbligatoria?
Se questo coraggio non c’è, il resto sono chiacchiere. In qualsiasi ambito: politico, culturale, religioso.
Se non si coglie come la civiltà occidentale moderna sia un’immensa trappola plutocratica per uccidere l’uomo, dopo avere ucciso Dio nelle coscienze e qualsiasi legame naturale nella società, non vale la pena discutere.
Se non si riconosce la necessità di un pensiero antimoderno, cioè anti-laicista, anti-economicista, anti-edonista, anti-individualista, anti-liberale, anti-plutocratico, ma anche anti-statalista e anti-giacobino, e quindi sacrale, spirituale, comunitario, è inutile qualsiasi discorso.
Se non si comprende che tutte le attuali degenerazioni sono il frutto non solo della mostruosa involuzione degli ultimi decenni, ma di un più remoto processo plurisecolare di sovversione, partito almeno dall’epoca umanistico-rinascimentale col suo spirito profano e borghese, e poi dalla Riforma protestante, qualsiasi soluzione sarà del tutto inadeguata.
Per fare solo qualche esempio concreto: non si può combattere l’immigrazione di massa senza mettere in discussione l’ideologia dei diritti dell’uomo, che impedisce sistematicamente di affrontarla.
Non si può rifiutare il nichilismo imperante, e quindi la sovversione di tutti i valori, accettando il sistema orgiastico-mercantile capitalista all’americana, che desacralizza e bestializza costantemente le masse.
Non si può affrontare il mostruoso vuoto demografico legittimando l’aborto e l’omoerotismo.
Non si può risolvere la crisi della Chiesa cattolica accettando i valori antropocentrici del Concilio Vaticano II.
E potrei continuare a lungo.
Le finte soluzioni non devono più interessarci. Non c’è più tempo. Lasciamole ai chiacchieroni, ai ciarlatani e ai politicanti.



