Chiesa in uscita (di testa) / 7. Ora arriva la sinodalità allargata alle altre religioni
Coinvolgere rappresentanti di altre religioni, approfondire le strutture sinodali permanenti e valutare ruoli di leadership più ampi per i laici. Questo il contenuto delle nuove linee guida pubblicate dal Vaticano in vista della prossima fase del sinodo sulla sinodalità.
Il nuovo documento di diciannove pagine fornisce a vescovi e gruppi sinodali diocesani istruzioni dettagliate per la preparazione di “assemblee di valutazione” locali durante la prima metà del 2027 e descrive le assemblee come la tappa di una “trasformazione continua della vita e della governance diocesana”, “un momento di valutazione all’interno di un processo che plasma progressivamente l’identità di ciascuna Chiesa locale, le sue relazioni e il suo stile di vita attraverso scelte, dinamiche, pratiche e strutture sinodali”.
In mezzo alla solita orgia di parole vuote emerge la raccomandazione di “includere i non cattolici nelle strutture sinodali”. Nella sezione dedicata alla composizione dei gruppi sinodali diocesani il documento afferma che i vescovi possono invitare “rappresentanti di altre Chiese e comunità cristiane o di altre religioni in qualità di osservatori”.
Idem per quanto concerne le linee guida che regolano le assemblee di valutazione diocesane, là dove si afferma che le diocesi dovrebbero “prevedere la partecipazione di rappresentanti di altre Chiese e comunioni cristiane o di altre religioni”.
Il documento raccomanda poi “l’accesso dei fedeli laici a ruoli di responsabilità che non richiedono il sacramento dell’ordine e ad altre responsabilità ecclesiali”, per affrontare questioni riguardanti il processo decisionale sinodale, la trasparenza, la responsabilità e le strutture ecclesiali.
In un altro punto, il documento, ricorrendo alle tipiche parole talismano, afferma che le assemblee sono concepite per coltivare “uno stile di ascolto, corresponsabilità e discernimento”.
Auguri.



