Una riunione sinodale immaginaria ma non troppo
di Vincenzo Rizza
Caro Aldo Maria,
alcuni lettori potrebbero ritenere il testo che segue reale. Li comprendo. Il problema è che, negli ultimi anni, il cammino sinodale tedesco si è impegnato con innegabile costanza a superare la fantasia e pertanto scrivere una parodia è diventato sorprendentemente difficile. Ciò nonostante, ecco l’esito – rigorosamente inventato – della sua ultima riunione.
Pare che alla prima convocazione fossero presenti solo una manciata di vescovi ancora cattolici. Il Presidente, dato atto dell’assenza giustificata degli altri componenti impegnati nell’ordine:
alla partecipazione ai gay pride organizzati in tutta la Germania;
a benedizioni pastorali di coppie omosessuali;
a omelie dialogate e celebrazioni al femminile;
a celebrazioni sincretiste;
ha dichiarato la mancanza del numero (il)legale e rinviato la seduta.
In seconda convocazione il Presidente ha dato atto della presenza di tutti i componenti e pertanto dell’idoneità dell’assemblea a deliberare sul seguente ordine del giorno:
kirchensteuer ed emorragia dei contribuenti;
adattamento del Vangelo alle aspettative dei contribuenti;
varie ed eventuali.
Considerata la stretta connessione, si è deciso di trattare insieme i primi due punti all’ordine del giorno.
Il Presidente ha ricordato all’Assemblea che, nonostante gli sforzi compiuti negli anni, decine di migliaia di fedeli hanno abbandonato ufficialmente la Chiesa tedesca.
Un delegato prova a osservare che il problema potrebbe forse consistere, da un lato, nell’assurdità di una legge che impone ai fedeli di pagare per ricevere i Sacramenti, dall’altro nell’allontanamento della Chiesa tedesca dalla sana Dottrina.
L’Assemblea, a maggioranza, dichiara che le affermazioni del delegato sono irricevibili e con misericordiosa sollecitudine lo espelle dall’aula.
Allontanato l’inopportuno disturbatore, si passa all’analisi delle vere ragioni del calo dei contribuenti, affidata a una primaria società di marketing che conferma che gli utenti desiderano una Chiesa più inclusiva, più attenta alle esigenze delle donne e della comunità LGBTQ+, meno dogmatica e soprattutto meno cattolica.
Un lungo applauso nasce spontaneo tra i delegati.
Si affronta, quindi, la questione del diaconato femminile.
Un relatore prova a far presente che Gesù ha scelto dodici uomini. Viene subito messo a tacere e con misericordiosa premura viene espulso dall’aula.
Una delegata sottolinea che la dottrina si evolve e che i tempi sono maturi. La frase viene approvata per acclamazione. Poiché Roma, tuttavia, continua a tentennare sul punto, si decide di insistere nel chiedere ciò che non può essere concesso, fino a quando Roma non si convincerà di averlo sempre potuto concedere.
Si apre, quindi, il capitolo dedicato alle coppie omosessuali.
Un delegato ricorda che la Scrittura contiene alcuni passaggi problematici, ma prima che possa elencarli il suo microfono smette improvvisamente di funzionare. La Presidenza sottolinea che l’inconveniente è da attribuire allo Zeitgeist che, soffiando sul microfono, ha provvidenzialmente spento una voce divisiva e inopportuna; chiarisce, ancora, che i testi evangelici vanno interpretati nel loro contesto storico e che è venuto il momento di adeguarsi allo spirito del mondo.
La proposta è approvata per acclamazione.
Segue il tema del celibato sacerdotale.
Dopo un ampio confronto si conclude che rappresenta un insopportabile ostacolo all’autorealizzazione personale e potrebbe scoraggiare potenziali candidati. Un anziano sacerdote domanda se anche la Croce non rappresenti un ostacolo, ma la sua osservazione non viene verbalizzata e, onde evitare ulteriori interventi, con misericordiosa cura viene cacciato dall’aula.
Si affronta, infine, il tema economicamente più delicato. Il responsabile finanziario comunica che continua a diminuire il numero dei contribuenti soggetti alla tassa ecclesiastica.
Si apre un intenso dibattito.
Qualcuno propone di predicare maggiormente e genuinamente il Vangelo; la proposta viene immediatamente respinta in quanto divisiva e il proponente è espulso con misericordiosa prepotenza.
Si decide invece di rafforzare inclusione, partecipazione, linguaggio neutro, benedizioni, quote rosa e LGBTQ+ e processi sinodali permanenti.
Il fedele non è più un peccatore che necessita di pentimento e conversione del cuore ma un cliente. Vanno, quindi, evitate formule divisive che rischiano di compromettere il rapporto fiduciario con il destinatario del servizio pastorale.
Considerato che, come è noto, il cliente ha sempre ragione, non si dovrà parlare di peccato, conversione e confessione ma si dovrà invitare il cliente a continuare serenamente il suo cammino, qualunque esso sia.
Durante le omelie, poi, sono raccomandati:
almeno una citazione di Greta Thunberg;
due o più riferimenti all’inclusione;
almeno un paio di applausi, spontanei o no.
Sono invece sconsigliate espressioni quali:
inferno;
giudizio;
sacrificio;
castità;
conversione;
nonché qualsiasi riferimento alle lettere di san Paolo non previamente contestualizzato e edulcorato.
Alla fine della seduta un giovane delegato chiede timidamente, tra le varie ed eventuali, se esista un punto dell’ordine del giorno dedicato a Gesù.
Dopo alcuni secondi di imbarazzato silenzio, il Presidente risponde che Gesù non è all’ordine del giorno ma che potrà essere invitato alla prossima sessione, purché non risulti divisivo.



