Chiesa in uscita (di testa) / 10. A New York il pellegrinaggio LGBTQ a cura di James Martin & Co.

Il gesuita padre (?) James Martin, noto esponente arcobalenita, nel prossimo settembre guiderà la sua organizzazione, Outreach, in un pellegrinaggio incentrato sulla “storia cattolica LGBTQ”.

Il pellegrinaggio, in programma a New York, si propone di “riunire i cattolici LGBTQ, i gli alleati e coloro che si dedicano alla loro cura pastorale, sia a New York che all’estero”, attraverso la preghiera in “luoghi significativi per la comunità LGBTQ”. Tra questi, l’Aids Memorial Park e lo Stonewall National Monument. Previste anche funzione religiose in tre chiese in cui è attivo un “ministero LGBTQ: San Paolo Apostolo, San Francesco Saverio e Sant’Ignazio di Loyola.

“Siamo felici di poter organizzare il nostro secondo pellegrinaggio, dopo quello a Roma dello scorso anno, dove potremo condividere le ricchezze storiche e spirituali dei luoghi che Outreach chiama casa”, ha dichiarato James Martin.

Come dite? Che il Catechismo della Chiesa cattolica insegna che «gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati» e «contrari alla legge naturale» e che l’inclinazione omosessuale è «oggettivamente disordinata»?

Roba del passato. Adesso si fanno i pellegrinaggi LGBTQ.

Qualche mese fa alla Georgetown University l’organizzazione di James Martin ha tenuto un convegno sulla sua “attività di sensibilizzazione” nei confronti dei “cattolici LGBTQ”, con interventi, tra gli altri, dello stesso Martin, del cardinale Robert McElroy e di suor (?) Nancy Corcoran, secondo la quale l’insegnamento della Chiesa sul transessualismo è “sbagliato” e “terribile”.

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