Punk, abortista, pro LGBTQ, senza religione. E quindi omaggiata in Vaticano
Nei giorni scorsi Leone XIV ha ricevuto in Vaticano, in udienza privata, la signora Patti Smith.
Per chi non lo sapesse, la signora Smith, 79 anni, era, e pare sia ancora, una rockstar punk pro-aborto e pro-LGBTQ.
Originaria di Chicago come Prevost, è conosciuta come la “sacerdotessa del punk” e la sua fama raggiunse l’apice alla fine degli anni Settanta con il brano “Because the Night”, il cui testo non è precisamente da educande. Uno dei suoi versi più noti, nella canzone “Gloria”, dice: “Jesus died for somebody’s sins, but not mine”. Sì, avete capito bene: “Gesù è morto per i peccati di qualcuno, ma non per i miei”.
Cresciuta come testimone di Geova e già intima amica del fotografo omosessuale Robert Mapplethorpe, morto di Aids e noto per le sue immagini a contenuto sadomaso e omoerotiche, la signora Smith tiene a precisare che non si identifica con alcuna religione (ma ha reso omaggio a Bergoglio dipo la sua morte), sostiene l’aborto e nel 2022 definì “terribile” (“mi ha spezzato il cuore”) l’annullamento della sentenza Roe v. Wade che negli Usa rendeva l’aborto un diritto costituzionale.
Date queste credenziali, ovviamente Patti Smith è di casa in Vaticano, dove si è esibita più di una volta. E e ora eccola all’udienza privata (quaranta minuti) con Leone. Udienza che, a detta del padre Spadaro, è andata molto bene: “Quando quella porta si è aperta, è successo qualcosa, si è accesa una scintilla, accompagnata da momenti spensierati, ma anche da un profondo senso di emozione e di missione”. Missione comune Leone-Patti? Interessante.
Mi scrive un caro amico di New York: “È semplicemente vergognoso che Leone omaggi Patti Smith, pro aborto e pro LGBTQ, e non trovi nemmeno un minuto di tempo per confrontarsi con monsignor Viganò e i rappresentanti della Fraternità sacerdotale San Pio X. Non riesco ad accettarlo”.
Provo a ipotizzare. Magari in Vaticano quando hanno letto “sacerdotessa del rock” hanno pensato: ok, è dei nostri.
Comunque bisognerà avvisare monsignor Viganò e don Pagliarani. Chissà: se si lasceranno crescere una cresta sulla testa e si presenteranno con chitarra e abiti da punk avranno una chance?
Oppure Leone riceve solo quelli di Chicago?



