Chi è don Winfried Abel, il sacerdote tedesco che ha osato criticare i “pride”

Dopo la pubblicazione della puntata numero 13 della rubrica “Chiesa in uscita (di testa) [la trovate qui], alcuni lettori mi hanno scritto per sapere qualcosa di più di don Winfried Abel, il sacerdote tedesco che ha osato definire i pride manifestazioni indecenti all’insegna del disordine morale e ha suggerito che i cristiani dovrebbero prendere l’attentato del 25 luglio a Berlino come un invito alla riflessione e al pentimento.

Per queste sue parole don Winfried è stato attaccato duramente dalla stampa tedesca, ma anche dalla gerarchia cattolica, e non c’è da stupirsi.

Ma vediamo di conoscere un po’ meglio don Winfried.

Noto nei Paesi di lingua tedesca per le sue apparizioni in canali come EWTN, K-TV e Radio Horeb, in seguito all’attivismo pro LGBTQ della sua diocesi di appartenenza, quella di Fulda, il sacerdote aveva già fatto notizia per aver dichiarato di non definirsi più un prete della diocesi di Fulda ma semplicemente un prete della Chiesa cattolica, perché la promessa di Gesù (“Le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa”) nella diocesi di Fulda non è più garantita.

Con riferimento a dichiarazioni del vicario generale di Fulda, Martin Stanke, favorevoli al Christopher Street Day, una manifestazione di attivismo LGBTQ, don Winfried ha dichiarato: “Le cosiddette parate del pride sono il sintomo di una società moralmente squilibrata che ha oltrepassato i limiti della decenza e della moralità: sono una colorata esibizione di perversioni, la glorificazione di oscenità di cattivo gusto e uno spettacolo di vergogna perduta. Tutto questo sotto il motto: amore libero per tutti”.

Don Winfried, nato nel 1939, ha scritto: “Sono profondamente scosso dal fatto che la mia Chiesa cattolica, che ho servito per sessantuno anni, in questo Paese sia diventata così volgare che persino i nostri vescovi non sanno più distinguere tra amore sessuale, erotico, amichevole e divino – sexus, eros, philia, agape – ma approvino e benedicano indiscriminatamente tutto ciò che rientra nella definizione di amore”.

“Quando un alcolizzato chiede una benedizione, vuole essere liberato dalla sua dipendenza, non che il suo alcolismo sia benedetto. Quando una coppia omosessuale chiede alla Chiesa una benedizione per far riconoscere il proprio stile di vita, allora la Chiesa deve rifiutare quella benedizione! Una Chiesa che si piega allo spirito del tempo alla fine non verrà presa sul serio da nessuno”.

Ordinato nel 1964, don Winfried ha lavorato come cappellano carcerario dal 1970 al 1983. Le sue memorie di questo periodo si trovano nel libro “Barmherzigkeit sprengt Fesseln. Erinnerungen eines Gefängnispfarrers” (“La misericordia spezza le catene: ricordi di un cappellano carcerario”).

In seguito don Abel si è dedicato all’insegnamento e all’organizzazione di ritiri spirituali. Infine, dal 1989 fino al suo pensionamento nel 2014, è stato parroco nel quartiere di Neuenberg a Fulda. Da allora ha collaborato regolarmente con alcuni media cattolici e ha ricoperto per diversi anni l’incarico di direttore spirituale presso il seminario Leopoldinum di Heiligenkreuz.

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