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Chiesa in uscita (di testa) / 16. Il vescovo e l’appello perché le parrocchie non siano pericolose per le persone “queer”

Il vescovo ausiliare di Essen Ludger Schepers, incaricato dalla Conferenza episcopale tedesca di occuparsi della pastorale LGBTQ+ (?) chiede alle parrocchie cattoliche di diventare luoghi in cui gli omosessuali possano vivere “senza paura”.

In un articolo pubblicato su kirche-und-leben.de il vescovo Schepers, commentando il recente attacco avvenuto durante la marcia omosessuale di Berlino, scrive: “Le nostre parrocchie devono essere luoghi in cui ogni persona sia benvenuta e possa sperimentare la dignità inalienabile che Dio le ha donato. Nessuno dovrebbe mai dover temere pregiudizi, diffidenza o rifiuto a causa del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere”.

Secondo Shepers, la Chiesa cattolica “non è sempre stata un luogo sicuro per le persone queer”, anche perché certi passaggi biblici sono stati troppo spesso “estrapolati dal contesto”.

Non si sa dove il signor vescovo abbia visto parrocchie tanto pericolose per le persone queer. In ogni caso, per non sbagliare, lui dice che i cattolici devono “pentirsi”.

Sì, avete capito bene. A pentirsi non deve essere chi commette il peccato di sodomia, ma tutti gli altri, accusati indistintamente di “omofobia culturale”, qualunque cosa voglia dire.

Che pensate di un vescovo del genere? Secondo noi, nella classifica degli usciti di testa merita una posizione di tutto rispetto.

Aldo Maria Valli:
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