Chi è il testimone al matrimonio? Fido. Il più serio (e fedele) del gruppo

di Vincenzo Rizza

Caro Aldo Maria,

un nuovo importante tassello si aggiunge alle conquiste della società moderna: oggi in Ecuador è possibile avere come testimoni di matrimonio anche gli animali domestici.

A prima vista sembrerebbe solo una bizzarria folkloristica. A ben vedere, invece, è perfettamente coerente con lo spirito del nostro tempo.

Il matrimonio non è più l’indissolubile vincolo tra uomo e donna ma un evento mondano come tanti che serve a dar sfogo alla stravaganza degli sposi quando non a ostentare ricchezza e opulenza. Il vincolo è alle spalle, ben nascosto come le bisacce della favola di Esopo, e la promessa del “per sempre” è stata da tempo cambiata in “se e finché dura”.

L’animale domestico, nel caso raccontato un cane, è quindi il testimone perfetto del matrimonio contemporaneo. Il cane, in fondo, possiede tutte le qualità richieste dalla modernità: non contraddice, non solleva obiezioni, è inclusivo e accondiscendente. Testimonia il nulla, in coerenza con un matrimonio ormai svuotato da ogni significato e contenuto, trasformato nel tempo da sacramento a formalità burocratica e quindi da formalità burocratica a scenografia per i social. Un matrimonio, quindi, che rappresenta il nulla e che vale meno del vestitino di tulle rosa che l’incolpevole animale è stato suo malgrado costretto a indossare.

Senza considerare che il cane è probabilmente il soggetto più serio presente alla cerimonia: lui almeno resta davvero fedele per sempre.

“Certificato di matrimonio simbolico”, recita il documento su cui è stata apposta l’impronta della “zampa del tuo amico peloso”. Una formula che, a quanto pare, lascia fuori rettili, anfibi e tutti gli altri animali vittime della persistente “pelocrazia”, che dovranno evidentemente attendere tempi più inclusivi. A ogni modo, l’impronta della zampa non ha, almeno per ora, alcun valore giuridico ma è solo simbolica. Viviamo, tuttavia, nell’epoca in cui il simbolo conta più della sostanza, con la realtà che deve adattarsi alla narrazione e non viceversa. E se, come ha tenuto ad affermare il direttore dell’Anagrafe civile dell’Ecuador, la politica è in linea con le strutture familiari contemporanee (“Ci stiamo decisamente adattando a queste esigenze attuali e moderne”), verrà presto il giorno in cui non sarà più l’animale a partecipare attivamente al matrimonio degli uomini, ma saranno gli uomini a dover chiedere di essere ammessi a quello dei propri animali, con gli animali sempre più umanizzati e gli uomini sempre più deresponsabilizzati. In una competizione tra umani e animali in cui i primi rischiano seriamente di perdere: non perché gli animali stiano diventando umani, ma perché gli uomini sembrano fare di tutto per smettere di esserlo.

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