Credere o non credere a Medjugorje?
Di recente un gentile lettore ha scritto al blog per esprimere le sue perplessità su Medjugorje e chiedere un parere. Poiché tale richiesta torna periodicamente, ho pensato di far rispondere al sacerdote che si firma Eremita. La lettera è indirizzata al lettore Roberto, ma vale per molti altri.
di Eremita
Caro Roberto,
comprendo bene la sua perplessità, perché Medjugorje è una realtà davanti alla quale molti credenti sinceri avvertono sentimenti contrastanti. Alcuni vi riconoscono un richiamo potente alla conversione, altri rimangono prudenti, altri ancora non ne sono affatto persuasi. Nessuna di queste posizioni, se vissuta con umiltà e rettitudine, impedisce di essere autenticamente cattolici.
Personalmente credo alle apparizioni di Medjugorje, anche in ragione di una forte esperienza vissuta proprio in quel luogo. Ma preferisco non soffermarmi su questo, perché un’esperienza personale può essere una luce per chi la riceve, non una legge da imporre alla coscienza degli altri.
Lei, dunque, può tranquillamente non credere a Medjugorje. E la Madonna, stia pur certo, non si offende. La Madre che, a Cana, disse semplicemente: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (Gv 2,5), non richiama l’attenzione su sé stessa, ma conduce sempre al Figlio. Maria non domanda di credere anzitutto alle sue apparizioni: domanda di ascoltare Cristo. Del resto, a offendersi perché qualcuno non crede a questa o a quella apparizione sono talvolta più certi devoti troppo zelanti che la Madonna. La Vergine è certamente meno permalosa di alcuni suoi sedicenti difensori.
La fede cristiana non poggia su Medjugorje, su Fatima o su Lourdes. Poggia su Gesù Cristo, morto e risorto. «Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo» (1Cor 3,11). Le apparizioni private possono talvolta aiutare, richiamare, scuotere una coscienza assopita; possono produrre frutti di preghiera, penitenza e conversione. Ma non aggiungono nulla al Vangelo e non sono necessarie per la salvezza.
Ciò a cui siamo chiamati a credere è esclusivamente la Parola di Dio custodita nella Sacra Scrittura, accolta nella Tradizione apostolica e autorevolmente interpretata dal Magistero della Chiesa, la cui dottrina è esposta nel Catechismo della Chiesa cattolica. Qui si trova il terreno saldo, la Verità, la Roccia, che è Cristo stesso in Persona. Tutto il resto, per quanto possa essere bello e spiritualmente fecondo, rimane subordinato a questo fondamento e deve essere giudicato alla sua luce.
San Paolo ci offre un criterio semplice e severo: «Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono» (1Ts 5,21). Non dice di credere ingenuamente a ogni voce, ma neppure di spegnere lo Spirito. Invita al discernimento. E san Giovanni aggiunge: «Non prestate fede a ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio» (1Gv 4,1).
Non faccia dunque di Medjugorje un problema di coscienza. Ma neppure lontanamente. Se quei fatti non la convincono, continui serenamente a pregare, a leggere il Vangelo, a ricevere i sacramenti, ad amare la Chiesa e a servire il prossimo. La Madonna non le domanderà perché non abbia creduto a Medjugorje; molto più probabilmente le ricorderà le parole di suo Figlio: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).
L’albero si riconosce dai frutti, ci insegna Gesù. Se Medjugorje conduce qualcuno alla confessione, all’Eucaristia, alla conversione e a una vita più conforme al Vangelo, ringraziamone il Signore. Se invece diventa occasione di fanatismo, curiosità, divisione o disprezzo verso chi dubita, allora qualcosa non viene dalla Madre di Dio, perché Maria non divide i figli e non sostituisce mai sé stessa a Cristo.
La nostra fede non consiste nell’inseguire continuamente segni straordinari. Gesù stesso ammonisce: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno!» (Mt 12,39). Il segno decisivo ci è già stato dato: Cristo crocifisso e risorto. È Lui la Parola definitiva del Padre, la via sulla quale camminare e la Roccia sulla quale costruire.
Rimanga quindi libero e sereno. Se un giorno Medjugorje le parlerà, accolga ciò che vi riconoscerà di buono. Se non le parlerà, non avrà perduto nulla di essenziale. Chi possiede il Vangelo, l’Eucaristia, il Magistero autentico e la carità possiede già il cuore della fede. Tutto il resto può accompagnare il cammino, ma non ne costituisce di certo il fondamento.
Ogni benedizione!



